SERENATA A 3 VOCI
di Alessandro Scarlatti (1660-1725)
in occasione dei 300 anni dalla morte
I BASSIFONDI ENSEMBLE
Filli soprano: Valeria La Grotta
Clori contralto: Gaia Petrone
Lidia soprano: Francesca Boncompagni
violino I: Ana Liz Ojeda
violino II: Mayah Kadish
viola: Pietro Meldolesi
violoncello: Alessandro Palmeri
clavicembalo: Andrea Coen
Simone Vallerotonda: liuto e direzione
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Alessandro Scarlatti
Serenata a tre voci
Clori, Lidia e Filli, coi violini, leuto del Sig.r A. Scarlatti
Edizione moderna di Elia Pivetta
Con la collaborazione di Simone Vallerotonda
Prima esecuzione moderna
intervallo
Sonata 3dal concerto grosso in fa magg
Allegro – Largo – Allegro – Largo – Allegro
La serenata a tre voci di Alessandro Scarlatti dal titolo Clori, Lidia e Filli risale con molta probabilità al 1701 e potrebbe essere stata eseguita a Napoli il 2 giugno di quell’anno per l’ottava del Corpus Domini. La Gazzetta di Napoli del 7 giugno riporta che in quel giorno, dopo la processione e diversi festeggiamenti nel Palazzo della Posta, a conclusione della festa, “non vi mancò la Musica, in una famosa Serenata del Regio Mastro [sic] di Cappella Scarlati [sic] con scelte voci, e nobili strumenti”. La serenata è conservata in fonte unica presso la Biblioteca del Conservatoire Royal di Bruxelles e prevede un organico di tre voci (due soprani e un contralto), due violini, viola, liuto e continuo. Le dimensioni sono notevoli: dopo una sinfonia articolata in diversi movimenti, segue la consueta alternanza di recitativi, arie e duetti ma intercalati da numerosi ritornelli strumentali. La sua particolarità, che la rende un “unicum” nella vasta produzione di cantate di A. Scarlatti, è data dal fatto che in un’aria centrale del componimento il liuto appare in dialogo “obbligato” con Filli in concertino, a cui risponde il concerto grosso dei violini e cembalo.
Da un’idea di Simone Vallerotonda, nasce l’ensemble I BASSIFONDI propone la musica del XVII e XVIII secolo per liuto, arciliuto, tiorba e chitarra barocca, con l’accompagnamento del basso continuo. Tutti i più importanti liutisti e chitarristi dell’epoca, suonavano la loro musica “condividendola” con altri strumenti. Una profonda ricerca delle fonti musicali, corde in budello, manuali di diminuzioni, spinge l’ensemble a riproporre l’antica prassi esecutiva, senza paura né soggezioni a visioni romantiche. Il loro primo album “Alfabeto falso” (Arcana/Outhere Music, 2017) ha scosso gli ascoltatori, con un repertorio per chitarra barocca ricco di stravaganze armoniche, l’alfabeto falso appunto, paragonabile al jazz moderno. Con “Roma 600” (Arcana/Outhere Music, 2019), I Bassifondi esplorano gli aspetti popolari presenti nella musica romana, come specchio di quella colta. Invitati nei più importanti Festival di musica antica ed Istituzioni in Europa, USA, Sud-America, Australia, Sud Africa, alla maniera dei liutisti e chitarristi dell’epoca, I Bassifondi viaggiano insieme attraverso il mondo, cercando sempre di godere serenamente la loro musica e la loro vita. Con il nuovo album “La Guitarre Royalle” (Arcana/Outhere Music, 2024), I Bassifondi esplorano la musica a due chitarre e non solo, del più importante chitarrista italiano del Seicento: Francesco Corbetta. L’ensemble è sostenuto dal CIDIM Comitato Nazionale Italiano Musica.
Biglietti € 25 / € 20 / € 15
Ridotti € 20 / € 15 / € 10

