LE SUPPLICI di Eschilo, di e con Moni Ovadia
Regia: Moni Ovadia
Cantastorie: Mario Incudine
Danao: Angelo Tosto
Prima Corifea: Donatella Finocchiaro
Corifee: Rita Abela, Sara Aprile, Giada Lorusso, Elena Polic Greco, Alessandra Salamida
Pelasgo: Moni Ovadia
Araldo Degli Egizi: Marco Guerzoni
Voce Egizia: Faisal Taher
Musicisti: Antonio Vasta (fisarmonica-zampogna), Antonio Putzu (fiati), Manfredi Tumminello (chitarra-bouzouki), Giorgio Rizzo (percussioni)
Musiche: Mario Incudine
Movimenti coreografici: Dario La Ferla
Scena: Gianni Carluccio
Costumi: Elisa Savi
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Definita da più parti una pietra miliare “nel processo di rivisitazione del teatro antico”, lo spettacolo di Moni Ovadia è una tragedia-musical a lieto fine, con brani in siciliano, in italiano e neogreco. Una vera e propria rivoluzione. Ma allo stesso tempo una restaurazione dell’antico: il greco di Eschilo era infatti una lingua melodica e ritmata, pertanto sia le parti corali che i recitativi risultavano più o meno cantati; inoltre ogni genere assumeva una coloritura dialettale caratteristica, con varianti morfologiche e vocaliche che differivano dal puro attico parlato nell’Atene del V secolo. Una storia di donne ribelli e di popoli migranti. Protagonista assoluto del dramma è infatti il coro delle figlie di Danao, rifugiatesi ad Argo per sfuggire le nozze forzate coi violenti cugini egizi.
Danao ed Egitto, figli di Belo, re d’Egitto, entrano in conflitto. Il primo è padre di cinquanta figlie e il secondo di cinquanta maschi che vogliono prendere per spose le figlie di Danao. Sia Danao che le figlie rifiutano il matrimonio e fuggono su una nave che li porta ad Argo, patria della loro progenitrice Io. I Pelasgi che occupano l’Argolide accettano di dare asilo ai fuggitivi e respingono un tentativo degli Egizi, sopraggiunti a loro volta, di impadronirsi delle cugine. Nelle tragedie successive che completavano la trilogia, e di cui ci sono arrivati pochissimi frammenti, Danao era costretto a cedere e le nozze si celebravano; ma la stessa notte ognuna delle figlie di Danao, su ordine del padre, sgozza il proprio marito. Una sola delle Danaidi, Ipermestra, risparmia il suo sposo, Linceo. Dall’unione tra Ipermestra e Linceo discende la dinastia dei re di Argo e da quel giorno i Pelasgi diventano i Danai.
La tragedia di Eschilo riscritta in greco moderno e siciliano è interpretata, tra gli altri, da Moni Ovadia e Donatella Finocchiaro. Le figlie di Danao, re d’Egitto, fuggono con il padre per sottrarsi alle nozze coi cugini, gli Egizi, e raggiungono Argo, dove chiedendo protezione presso il re Pelasgo. Egli rimette la decisione all’assemblea popolare, che decreta all’unanimità di accoglierle. Lo spettacolo è stato registrato al Teatro Greco di Siracusa nel 2015.
Biglietti online:

Posti numerati – in caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il Teatro dei Marsi di Avezzano
