• Date 6 Agosto 2026
  • Time 21.15
  • Location Anfiteatro Romano di Alba Fucens

IL TROVATORE – di Giuseppe Verdi

Melodramma in quattro atti (1853) su libretto di Salvatore Cammarano

Personaggi e interpreti principali:
Manrico: Micael Spadaccini
Conte di Luna: Laurent Kubl
Leonora: Diana Bucur
Ines: Federica D’Antonino

Orchestra internazionale della Campania
Direttore: Leonardo Quadrini
Coro: Opera Festival
Maestro del Coro: Giuseppe Maiorano
Scene: Giuseppe Grasso, Lucera
Costumi: Arianna, Corridonia
Audioluci: Accademia delle Opere

Il trovatore, che debuttò a Roma al Teatro Apollo il 19 gennaio 1853, è un pannello della cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi accanto a Rigoletto e La traviata. Temi come il delirio, la vendetta, la famiglia e la guerra civile si esprimono in accesi contrasti drammatici. Fu Verdi stesso ad avere l’idea di ricavare un’opera dal dramma di Gutiérrez, commissionando a Salvatore Cammarano la riduzione librettistica. La prima rappresentazione fu un grande successo: come scrive Julian Budden, Verdi aveva saputo “toccare il cuore del pubblico come con nessun’altra delle sue opere”. Su tutti i personaggi torreggia la zingara Azucena, una reietta della società. Verdi, che aveva già valicato le tradizioni del belcanto, spinse qui la drammaturgia al confine estremo del gusto dominante, sicché taluni critici accusarono la trama di confusione e scarsa credibilità. Eppure la musica è sublime. «Tacea la notte placida» (Leonora, atto I), il Coro dell’incudine e la ballata di Azucena «Stride la vampa» (atto II), la cabaletta «Di quella pira» (Manrico, atto III) sono fra i vertici di questo cupo capolavoro.

Il successo alla prima del Trovatore fu strepitoso e la diffusione dell’opera fulminea. Basti dire che, già nei primi sette anni, fu eseguito a Melbourne, Bruxelles, Rio de Janeiro, Montréal, Santiago, Bogotá, Parigi, Berlino, Dresda, Praga, Liverpool, Manchester, Dublino, Amsterdam, Lima, Zurigo, Costantinopoli, Boston, Philadelphia, San Francisco, Caracas. Il trovatore fu l’unica opera, prima di Otello e Falstaff, a non essere commissionata da alcun teatro.

La trama

Atto I — La scena si apre nel palazzo dell’Aliaferia dove Ferrando racconta agli armigeri la vicenda del fratello del Conte di Luna, rapito anni prima da una zingara, poi catturata e bruciata viva. Leonora, giovane nobile amata dal Conte di Luna, confida a Ines di essere innamorata di Manrico, il Trovatore. Il conte ode la voce di Manrico che intona un canto. Leonora esce e, nell’oscurità, scambia il conte per Manrico e l’abbraccia. Ciò scatena l’ira del trovatore, che sfida a duello il rivale.

Atto II — Ai piedi di un monte, in un accampamento di zingari, Azucena, madre di Manrico, racconta che un tempo, per vendetta, gettò nel fuoco un bimbo rapito a corte: per una tragica fatalità, però, questi non era il supposto fratello del Conte di Luna bensì il suo proprio bambino. Il Conte tenta di rapire Leonora mentre si affretta ad andare al convento, ma Manrico ne sventa il pericolo.

Atto III — Azucena è catturata e condotta dal Conte di Luna. Manrico e Leonora stanno per sposarsi in segreto quando Ruiz sopraggiunge ad annunciare che Azucena sarà arsa viva come strega. Manrico va in soccorso della madre cantando la celebre cabaletta Di quella pira.

Atto IV — Il tentativo di liberare Azucena fallisce e Manrico viene imprigionato. Leonora implora il Conte di lasciare libero Manrico, offrendosi a lui, ma ha già deciso di avvelenarsi prima del matrimonio. Agonizzante tra le braccia di Manrico, lei confessa che preferisce morire anziché sposare un altro. Il Conte entra e trova Leonora morta tra le braccia del rivale: ordina che Manrico venga subito giustiziato. Azucena rinviene e, quando il Conte le mostra Manrico morente, urla trionfante: “Egli era tuo fratello. La madre è vendicata”.


Biglietti online:

Posti numerati – in caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il Teatro dei Marsi di Avezzano