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SUMMARY:Ferite e Feritoie — Paolo Capodacqua
DESCRIPTION:Cast\nPaolo Capodacqua – voce e chitarra\nGiuseppe Morgante – piano\, sax\, chitarra\nGiacomo Lelli – flauto\nNunzio Cleofe – fisarmonica\nBeatrice Ciofani – violino\nSara Ciancone – violoncello\nGermana Rossi – violino \nBiografie\, note e descrizioni\nIl concerto di Paolo Capodacqua si identifica con la narrazione dell’avventura musicale iniziata oltre quarant’anni fa di un artista considerato “un musicista senza compromessi”. In questo concerto le canzoni si manifestano come pietre miliari di un racconto ricco di emozioni. Ferite e feritoie\, l’album che dà il titolo al recital\, è lo scrigno dal quale vengono attinti molti dei brani proposti\, un album di raffinata poesia civile\, dalle molteplici ispirazioni letterarie (da Riccarelli a Saint-Exupéry). Ferite&feritoie: un taglio nella tela inteso come punto di vista ambivalente ed empatico per tracciare una humanae historiae che\, con lucidità e commovente poesia\, ci narra dell’Olocausto e di Giovanni Falcone\, di naufraghi della vita e di passaggi esistenziali\, di aviatori\, segreti amanti e ladri improbabili\, ma anche di Julia Cortez\, la maestrina de La Higuera che parlò con il Che nei giorni della sua detenzione. Un disco percorso da invenzioni melodiche accattivanti sulle quali si innesta una lingua raffinata e colta\, degna della migliore tradizione della canzone d’autore italiana. Un album di delicata poesia cantautorale\, definito\, tra l’altro\, “Un disco emozionante in cui viene custodito il valore sacro della parola” (Raro Più); “Un album di rara intensità” (Mescalina); “Un disco sorprendente e gradevolissimo” (Il Manifesto); “Un lavoro importante\, accurato\, complesso e colto” (Musicamag.com); “Un disco raffinato […] con testi gravidi di riferimenti letterari” (L’Isola che non c’era); “Un rimedio salutare e difensivo contro tanta spazzatura pseudo-musicale” (Music Map); “Un bel disco pervaso da una passione civile che non si trasforma mai in retorica” (Giornale dello Spettacolo); “Atteso\, molto atteso. Un album intenso e pieno di poesia” (Ginger Magazine). \nPaolo Capodacqua è una delle voci più autentiche e preziose della canzone d’autore italiana\, forte di una carriera quarantennale vissuta al riparo dalle logiche di mercato. Storico chitarrista e collaboratore di Claudio Lolli per venticinque anni\, si distingue per uno stile chitarristico unico e per una spiccata sensibilità poetica e pedagogica. La sua produzione spazia con garbo dai brani per l’infanzia alla canzone d’autore di impegno civile\, fino a capolavori introspettivi come l’album Ferite e feritoie. Oggi continua a fare dell’arte uno strumento di riflessione e memoria\, combinando raffinata poetica e impegno sociale. Autore\, cantautore e musicista\, Paolo Capodacqua ha al proprio attivo centinaia di concerti in Italia e all’estero. Ha pubblicato tredici dischi e partecipato a numerose raccolte discografiche collettive. Compone musiche per il teatro ed ha curato e condotto programmi radiofonici. Numerose le collaborazioni con poeti\, scrittori e musicisti. Nel 2025 gli è stato assegnato il Premio alla Carriera “Dallo Sciamano allo Showman”. Altri riconoscimenti: Sigillo Città di Abano Terme\, Targa Storica e Nuova Canzone d’Autore di Ferrara\, Premio Civilia alla Canzone d’Autore. \nBiglietti online
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LOCATION:Teatro dei Marsi\, via Cavalieri di Vittorio Veneto\, Avezzano\, AQ\, 67051\, Italy
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SUMMARY:Hotel Supramonte — Omaggio a Fabrizio de André
DESCRIPTION:Cast\nLuca Cionco – voce e chitarra\nChiara Dragoni – voce e flauti\nEdoardo Fabbretti – batteria\, percussioni\nGlauco Fantini – basso\, cori\nValentino Servettini – tastiere\nMichele Cannavacciolo – chitarra classica acustica\nMassimo Furietti – chitarra elettrica e acustica\nLaurence Cocchiara – violino\nFisandro Famiani – fisarmonica \nBiografie\, note e descrizioni\nGli Hotel Supramonte si distinguono nel panorama musicale per l’intensa interpretazione incentrata sulle emozioni che Fabrizio de André ha racchiuso nelle sue canzoni. Il concerto degli Hotel Supramonte è un’occasione per viaggiare insieme tra le parole e le note di “uno dei più grandi poeti del ‘900”\, un’occasione per chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare\, per ricercare nuovi significati e vivere il passato nel presente. Riconosciuti dalla Fondazione De André\, la loro missione è emozionare il pubblico interpretando senza scadere nell’imitazione. Il loro non è un semplice concerto\, ma un’esperienza da vivere. \nGli Hotel Supramonte nascono nel 2013\, su idea di Luca Cionco\, Edoardo Fabbretti e Glauco Fantini\, e si vanno progressivamente affermando come una delle formazioni più accreditate nella diffusione della musica di Fabrizio De André. La band è riconosciuta anche dalla Fondazione De André. Il gruppo inizia calcando i palchi delle province di Viterbo\, Terni\, Perugia\, Roma e Grosseto\, con la collaborazione di AR Spettacoli. Poi passa a intraprendere la strada delle esibizioni nei teatri\, luogo prediletto da De André. Nell’estate 2017\, il concerto tenuto nell’ambito di Caffeina\, quando gli Hotel Supramonte si esibiscono in piazza San Lorenzo con la partecipazione straordinaria di Neri Marcorè per oltre metà concerto\, di fronte ad una piazza gremita e silenziosa\, con oltre duemilacinquecento paganti. Seguono le performance all’Anfiteatro di Sutri nella rassegna Teatri di Pietra con il tutto esaurito\, alla Fiera del Vino a Montefiascone e in oltre cinquanta piazze: Spoleto\, Bassano Romano\, Tuscania\, Barbarano Romano\, Pitigliano\, Sorano\, Grotte di Castro\, Bolsena\, Castel Ritaldi\, Capodimonte\, Gradoli\, Latera\, etc. Il tour teatrale 2017-2018 li vede protagonisti in diversi teatri\, segnando un sold-out dietro l’altro: Montalto di Castro\, Terni\, Viterbo\, Magliano Sabina\, Roma (Tor Bella Monaca). Nel 2019 il gruppo parte nel migliore dei modi\, tutti gli eventi sono sold-out: al Mancinelli di Orvieto\, dove Pino Strabioli li ha voluti nella ricca stagione teatrale; a Tor Bella Monaca di Roma\, voluto fortemente dopo la performance dell’anno precedente; doppio sold-out al Teatro di Montopoli\, dopo aver visto assalire i botteghini e finire i biglietti in due giorni. Nel 2022 Luca Cionco (voce del gruppo) vince l’ultima puntata di Tali e Quali Show su Rai 2 con Carlo Conti\, dove tra i componenti della giuria erano presenti anche Cristiano Malgioglio\, Leonardo Pieraccioni e Caterina Caselli. Sempre nel 2022 ricevono da Francesco Pannofino il Premio De Angelis per il “Miglior talento musicale 2022”. Continuano i sold-out ovunque si presentano: Anfiteatro di Ostia Antica con Ellade Bandini; Ferento con Ellade Bandini e Michele Ascolese e nei teatri più importanti delle città di Perugia\, Spoleto\, Foligno\, Terni\, Rieti\, Civitavecchia\, Bologna\, Roma e Genova.
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SUMMARY:Hemingway — Il suono delle parole
DESCRIPTION:Cast\nGino Saladini – narratore \nMarco Guidolotti Jazz Quartet\nMarco Guidolotti – sax baritono\, soprano\, clarinetto\nFelice Tazzini – pianoforte\nFrancesco Pierotti – contrabbasso\nValerio Vantaggio – batteria \nCon videoproiezioni \nProgramma\n\nNuages – Django Reinhardt: un brano perfetto per le scene nei caffè di Montparnasse\, evoca la Parigi bohémien frequentata da Hemingway con Fitzgerald e Stein.\nLet’s Do It – Cole Porter: per raccontare la mondanità sofisticata e cinica di Fiesta.\nSpain – Chick Corea: per ricordare le scene di Pamplona in Fiesta\, trasmette l’energia\, il pericolo e la passione per la tauromachia.\nConcerto di Aranjuez – Joaquín Rodrigo: i momenti più riflessivi ambientati in Spagna durante la guerra civile (per Per chi suona la campana).\nE lucevan le stelle – Giacomo Puccini: evoca il romanticismo tragico e l’ambientazione italiana nel nord Italia durante la Grande Guerra.\nSouth of Waltz (danzón cubano tradizionale) – Paquito D’Rivera: per il periodo alla Bodeguita del Medio e all’Avana\, bevendo mojito.\nChan Chan – Buena Vista Social Club: evoca il ritmo lento\, caldo e caraibico delle lunghe giornate passate a scrivere o a pescare sulla sua barca (la Pilar).\nVerdi colline d’Africa – brano originale basato su ritmo tribale afro-americano.\nFrom Easy Street – brano originale basato su ritmo blues: Hemingway maturo\, tormentato e amante dei bar fumosi.\nAutoritratto – brano originale per i momenti di solitudine\, riflessione sui tradimenti e la nostalgia della vita passata.\n\nBiografie\, note e descrizioni\nUno spettacolo intenso e coinvolgente che fonde parole\, musica e immagini per raccontare la vita straordinaria di Ernest Hemingway. Nato da un’idea dello scrittore Gino Saladini e del sassofonista Marco Guidolotti\, lo spettacolo vede la voce narrante di Saladini guidare il pubblico attraverso le avventure\, le passioni e i luoghi che hanno segnato l’esistenza del grande scrittore\, in un racconto vivo e suggestivo. A intrecciarsi con la narrazione\, i brani musicali\, ispirati alle vicende raccontate\, eseguiti dal Marco Guidolotti Quartet creano atmosfere evocative e profonde\, accompagnando emotivamente ogni passaggio della storia. Sul fondo\, una sequenza di video ispirati alla vita di Hemingway e alle celebri trasposizioni cinematografiche dei suoi romanzi arricchisce l’esperienza\, trasformando lo spettacolo in un viaggio multisensoriale. Un omaggio originale e appassionato a uno dei più grandi protagonisti della letteratura del Novecento\, alle parole e alla musica. \nMarco Guidolotti è un noto sassofonista e clarinettista del panorama musicale italiano. Inizia lo studio del sassofono a soli 6 anni\, si diploma in clarinetto nel 1999 al Conservatorio di Musica “A. Casella” di L’Aquila con Domenico Lanzara\, successivamente si specializza in sassofono con Gianni Oddi e Sandro Deidda. Nel 2010 si laurea in Musica Jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma\, con Paolo Damiani e Danilo Rea\, con lode. Vanta collaborazioni internazionali con artisti come Ennio Morricone\, Woody Allen\, Andrea Bocelli\, David Foster\, Luis Bacalov\, solo per citarne alcuni. Collabora stabilmente con la RAI e Mediaset\, ed ha registrato più di 100 colonne sonore come solista per il cinema e la televisione italiana. Nel 2010 ha vinto il premio Massimo Urbani\, poi pubblicato un progetto intitolato “Etruschi in Jazz”\, esperienze musico-mitologiche\, edito dall’omonima etichetta discografica PIMU. Ha all’attivo un progetto dedicato a Gerry Mulligan\, ‘S Wonderful\, disco pubblicato con Tosky Records\, con il quale si è esibito in alcuni teatri del mondo\, quali Bangkok (Music Hall\, Culture Building\, Chulalongkorn University\, per il festival italiano di jazz) e Istanbul (Teatro Casa Italia\, sede dell’Istituto Italiano di Cultura). Ha partecipato come sideman in alcuni importanti dischi con Fabrizio Bosso\, Stefano di Battista\, Paolo Damiani\, Alex Britti\, Fiorella Mannoia. Nel 2018 è stato nominato “Primo Sax Baritonista” italiano dalla rivista Jazzit. È docente di Sassofono Jazz e Clarinetto Jazz presso i Conservatori Statali di Musica “O. Respighi” di Latina\, “N. Rota” di Monopoli e “G. Puccini” di La Spezia. \nBiglietti online
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SUMMARY:Blues For Pino — Omaggio a Pino Daniele
DESCRIPTION:Cast\nOsvaldo Di Dio – chitarra elettrica e voce\nGigi De Rienzo – basso\nErnesto Vitolo – pianoforte\, hammond\, tastiere\nRosario Jermano – percussioni\nLele Melotti – batteria \nBiografie\, note e descrizioni\nDa un’idea del chitarrista Osvaldo Di Dio\, il progetto Blues For Pino dà nuova vita ai classici del blues di Pino Daniele\, arricchendoli con il contributo dei suoi musicisti storici e ospiti di fama mondiale. L’obiettivo della band è quello di onorare e celebrare l’eredità musicale di Pino Daniele\, mettendo in luce la sua profonda connessione con il blues\, per far conoscere al pubblico la sua capacità unica di mescolare le sonorità tradizionali del blues con il calore e la vitalità della cultura napoletana. Da Je so’ pazzo a Nun me scuccià\, passando per A me me piace ‘o blues e Yes I Know My Way\, ogni brano offre una nuova prospettiva sulla potenza e la profondità del blues di Pino Daniele. Le nuove interpretazioni\, intrise di passione e maestria musicale\, catturano l’essenza dell’originale aprendosi a nuovi orizzonti espressivi. L’album Blues For Pino\, in uscita a gennaio\, celebra la ricchezza e la versatilità del blues di Pino Daniele con l’eclettismo dei suoi storici musicisti\, che per la prima volta in più di 40 anni sono tornati in studio per registrare quegli stessi brani con un chitarrista cantante napoletano\, Osvaldo Di Dio\, che ha fatto della musica di Pino Daniele il suo faro e la sua guida alla ricerca di una sintesi di linguaggi musicali diversi\, ma sempre saldamente ancorati al blues. I concerti della band sono un viaggio emozionante attraverso le radici del blues reinterpretato in chiave contemporanea. L’energia sul palco\, l’interplay tra i musicisti e l’interazione con il pubblico creano un’atmosfera unica che celebra la vitalità e la risonanza eterna del blues di Pino Daniele. \nLa missione di Blues For Pino va oltre il mero omaggio: è un impegno a mantenere viva la fiamma del blues italiano\, portando nuove generazioni a scoprire e apprezzare l’eredità e il genio di Pino Daniele. Al centro di Blues For Pino c’è una formazione d’eccezione composta dai musicisti storici di Pino Daniele: Gigi De Rienzo al basso\, Ernesto Vitolo alle tastiere\, Rosario Jermano alle percussioni e Lele Melotti alla batteria. Un gruppo i cui componenti hanno segnato un’epoca con dischi iconici come Terra mia\, Pino Daniele\, Nero a metà\, Bella ‘mbriana\, Ferryboat\, Mascalzone latino\, Un uomo in blues\, Sotto ‘o sole\, Che Dio ti benedica e Non calpestare i fiori nel deserto\, e che tornano insieme per reinterpretare brani senza tempo come Je so’ pazzo\, Nun me scoccià\, A me me piace ‘o blues. Con Blues For Pino\, Osvaldo Di Dio firma un progetto che unisce radici e innovazione\, accompagnando la forza del blues di Pino Daniele alla vitalità di una nuova interpretazione. Un ponte tra passato e presente\, imperdibile per chi ama il leggendario cantautore partenopeo e l’arte del suono in generale\, capace di far emozionare con l’energia e la sensibilità di musicisti con la “m” maiuscola che continuano a portare la napoletaneità in giro per ogni angolo del mondo\, senza farla finire mai. \nBiglietti online
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