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SUMMARY:Lina Sastri — Voce 'e notte
DESCRIPTION:Cast\nDrammaturgia e regia: Lina Sastri\nAl pianoforte: Ciro Cascino\nDisegno luci: Gianni Caccia\nFonico: Davide Faraso\nAssistente ai costumi: Mariarosaria Riccio\nDirettore di scena: Massimiliano Pinto\nScenografia: Alessandro Alfieri\nProduzione: La Salina\nDistribuzione: International Music and Arts \nDurata: 90 minuti\, atto unico \nBiografie\, note e descrizioni\nDa anni Lina Sastri porta in scena il suo teatro canzone in giro per il mondo\, attraversando parola\, musica e danza\, mescolando linguaggi e generi per trasformare la musica in un racconto teatrale sempre nuovo. In questo spettacolo sceglie una forma essenziale e intensa: solo la voce e il pianoforte\, protagonista assoluto della scena\, per dare spazio alla poesia\, all’ascolto e alla libertà espressiva. Accompagnata dal maestro Ciro Cascino al pianoforte\, l’artista costruisce un viaggio intimo e sincero che nasce sotto gli occhi del pubblico. Luci\, atmosfere e racconto prendono forma lentamente\, dal tramonto alla sera\, in un dialogo vivo tra scena e platea. Lo spettacolo attraversa memorie e creazioni\, passando dal classico al contemporaneo\, dalla poesia alla drammaturgia\, seguendo l’istinto e le necessità del cuore. È un percorso che rende omaggio ai maestri\, agli incontri artistici e alle esperienze vissute tra teatro\, musica\, cinema e scrittura\, lasciando spazio anche all’imprevisto e all’azzardo creativo. In una comunione autentica con il pubblico\, la narrazione musicale si muove senza barriere tra i generi\, da Passione a Napule è\, da Voce ‘e notte a Era de maggio\, da Amaro è ‘o bene a Bammenella\, affermando con forza che l’arte\, quando è vera\, è sempre libertà. \nLina Sastri \nIn teatro: allieva prediletta di Eduardo\, ha lavorato con i maggiori registi italiani da Peppino Patroni Griffi a Lluís Pasqual\, da Roberto De Simone ad Armando Pugliese… e molti altri e vinto l’Oscar del teatro\, oltre a varie altre onorificenze. Ha rappresentato Eduardo al Louvre di Parigi. È stata Filumena Marturano con Luca De Filippo e la regia di Franco Rosi. È stata La Lupa\, è stata Medea\, Assunta Spina. È stata protagonista di Nozze di sangue. Di vari Pirandello e di monologhi da Yourcenar a Di Giacomo. \nIn musica: ha inaugurato un genere di teatro canzone con la musica napoletana che ha portato in tutto il mondo da Buenos Aires a Tokio\, da Pechino a Francoforte\, da Madrid a Parigi\, dall’Armenia a Istanbul a Barcellona. Ha duettato con Gaetano Veloso e Ray Charles Dee Bridgewater. Con il suo teatro canzone da Cuore mio a Corpo celeste… da Pensieri all’improvviso ad Appunti di viaggio… a Eduardo mio… fino all’ultimo Voce ‘e notte\, ha portato in scena poesia\, musica e danza… spesso recitando i suoi stessi testi mescolati alla musica. In uscita in novembre 2025 il vinile dello spettacolo voce e pianoforte dal titolo “Voce ‘e notte” registrato dal vivo. \nIn cinema: è stata Anna Magnani nel film Celluloide di Carlo Lizzani\, ha lavorato con Nanni Loy\, con Ferzan Ozpetek\, con Woody Allen\, con John Turturro\, con Giuseppe Tornatore. Con attori come Giancarlo Giannini\, Omar Sharif\, Alida Valli\, Angela Molina\, Keith Carradine. Tre David di Donatello. Varie nomination e un Nastro d’argento. Ha appena finito un film di Pupi Avati. \nIn televisione: ha partecipato a varie fiction Rai\, ultima Vincenzo Malinconico\, e show in musica e danza come Ballando con le stelle. Ora impegnata in una fiction ancora in lavorazione per Mediaset. Ha partecipato come cantante al Festival di Sanremo. \nPremi e riconoscimenti: Premio Fellini al Bif&st e varie candidature. Insignita di Laurea Honoris causa in cinema. Voce recitante in mondovisione per la prima Via Crucis di Papa Francesco. Insignita della carica di Commendatore della Repubblica dal Presidente Giorgio Napolitano. Esordisce nella regia cinematografica con il film “La casa di Ninetta” tratto dal suo libro omonimo dedicato alla madre morta di alzheimer. Il film ha esordito a Los Angeles al Hollywood Festival e poi al Bif&st 2024… e continua a vivere sui nostri schermi. In uscita il suo corto dal titolo La mancanza. Premio SIAE alla carriera al Festival di Venezia 2025. Il 7 ottobre 2025 la prima assoluta al Teatro San Carlo di Napoli di Assunta\, tratto da Assunta Spina di Salvatore Di Giacomo. Ne cura la riduzione e la regia oltre ad esserne protagonista. \nBiglietti online
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SUMMARY:Claire Huangci — Lirismo\, Virtuosismo e Colore
DESCRIPTION:Cast\nClaire Huangci – pianoforte \nProgramma\nChopin: Ballade n. 1 in sol minore\, op. 23\nFanny Hensel: Das Jahr\nFebruar – Scherzo\nMai – Frühlingslied\nJuni – Serenade\nSeptember – Am Fluss\nChopin: Ballade n. 2 in fa maggiore\, op. 38\nFanny Hensel: Notturno\nFanny Hensel: Capriccio\, H 247 \nIntervallo \nChopin: Ballade n. 3 in la bemolle maggiore\, op. 47\nFlorence Price: Fantasie Nègres n. 2 in sol minore\nChopin: Ballade n. 4 in fa minore\, op. 52\nGershwin: Rhapsody in Blue \nBiografie\, note e descrizioni\nLa pianista statunitense Claire Huangci ha ottenuto fama internazionale vincendo il primo premio e il Premio Mozart al Concorso Géza Anda del 2018\, oltre a ricevere riconoscimenti in altri prestigiosi concorsi\, tra cui i concorsi Chopin in Europa e negli Stati Uniti\, il Concorso Internazionale di Musica ARD e il Gran Premio dell’Orchester Chambre de Paris Play-Direct Academy. Con le sue interpretazioni sicure e brillanti\, la sua virtuosità mozzafiato e una tavolozza sonora intelligente e ben ponderata\, affascina costantemente il pubblico. Mossa da un’irrefrenabile curiosità e da una predilezione per un repertorio insolito\, dimostra la sua versatilità con un ampio repertorio che spazia da Bach e Scarlatti al Romanticismo tedesco e russo\, fino a Bernstein\, Barber e Florence Price. \nCome solista e partner di orchestre internazionali\, Claire Huangci si è esibita in prestigiose sale da concerto come la Carnegie Hall di New York\, la Suntory Hall di Tokyo\, il Prinzregententheater di Monaco\, la Philharmonie de Paris\, la Wiener Konzerthaus e il Festspielhaus di Salisburgo. È ospite di festival rinomati\, tra cui il Festival di Lucerna\, il Festival musicale di Rheingau e il Festival pianistico della Ruhr. Huangci ha vinto il Primo Premio nell’Europäischer Chopin Klavierwettbewerb 2009 a Darmstadt e l’Orpheum Music Prize di Zurigo; il Primo Premio e il Premio Speciale al Concorso Nazionale Chopin 2010 a Miami\, Florida\, e il Secondo Premio al Concorso Internazionale di Musica ARD 2011 come sua partecipante più giovane. Huangci è stata anche finalista nel Concorso Queen Elisabeth del 2010. Nel 2018 ha vinto\, primo premio assoluto\, il Concorso Géza Anda a Zurigo. \nHuangci si è esibita come solista con orchestre quali la Philadelphia Orchestra\, l’Indianapolis Symphony\, la Stuttgart Radio Symphony Orchestra sotto la direzione di Sir Roger Norrington\, la Berlin Symphony Orchestra\, la Mozarteum Orchestra Salzburg\, la Vancouver Symphony\, la Munich Chamber Orchestra\, la China Philharmonic\, la Cannes Orchestre\, la Sinfonia di San Pietroburgo\, l’Orchestra Sinfonica Radiofonica di Mosca\, la Deutsche Streicherphilharmonie\, la Brandenburgisches Staatsorchester Frankfurt\, la Santa Fe Symphony e la Istanbul State Symphony. Si è esibita in luoghi come la Carnegie Hall\, la Tonhalle di Zurigo\, la Konzerthaus di Berlino\, il Gasteig di Monaco\, il Gewandhaus di Lipsia\, la Salle Cortot di Parigi\, la Oji Hall di Tokyo e la Symphony Hall di Osaka. Inoltre\, è artista ospite in festival come il Kissinger Sommer\, il Verbier Festival\, il Ravinia Festival\, il Łódź Rubinstein Festival\, il Menuhin Festival Gstaad\, il Mozartfest Würzburg e lo Schwetzinger Festspiele. \nBiglietti online
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SUMMARY:Il Barbiere di Siviglia
DESCRIPTION:Cast\nFigaro (baritono): Marzio Giossi\nRosina (soprano): Scilla Cristiano\nIl Conte d’Almaviva (tenore): Francesco Tuppo\nBartolo (basso comico): Leonardo Galeazzi\nBasilio (basso): Luca Gallo\nFiorello (baritono): Giacomo Contro\nBerta (soprano): Tania Bussi \nCoro dell’Opera di Parma\nOrchestra Sinfonica delle Terre Verdiane \nMaestro Concertatore e Direttore: Stefano Giaroli\nRegia e costumi: Alessandro Brachetti\nScenografie: Gabriele Sassi\nRealizzazione scene e costumi: Arte Scenica di Reggio Emilia\nOrganizzazione: Lucio Paone\nCoordinamento musicale: Antonio Braidi\nMaestro alle luci: Marco Ogliosi\nCapo squadra tecnica: Gabriele Sassi\nAssistente ai costumi: Marta Della Monica \nBiografie\, note e descrizioni\nA Siviglia il Conte d’Almaviva si invaghisce della bella Rosina\, la quale però vive praticamente prigioniera a causa del suo tutore\, Don Bartolo\, gelosissimo di lei e intenzionato a sposarla\, ma più per motivi economici che per vero affetto. Il conte\, nonostante la stretta sorveglianza di Don Bartolo\, riesce comunque a comunicare il suo amore a Rosina\, ma non le rivela subito la sua identità perché vuole che lei lo ami per ciò che è e non per il suo titolo; si presenta perciò a lei come Lindoro\, un semplice studente. Rosina corrisponde il conte\, ma non sa come eludere la sorveglianza di Don Bartolo. Fortunatamente interviene Figaro\, un astuto e simpatico barbiere\, ad aiutare i due innamorati facendo da “messaggero”; poi con i suoi consigli il conte riesce ad entrare in casa di Don Bartolo celandosi sotto la falsa identità prima di un soldato in cerca di ospitalità e poi di un istruttore di musica. Ma Don Bartolo è molto sospettoso\, e anche lui ha un aiutante\, Don Basilio\, che gli suggerisce di inventare una calunnia per screditare il conte agli occhi di Rosina. Tuttavia il conte e Rosina riusciranno con la loro scaltrezza ad organizzarsi per la fuga\, anche grazie alla complicità di Figaro\, che li aiuta distraendo Don Bartolo con la scusa di fargli la barba. Don Bartolo e Don Basilio tentano di screditare il conte agli occhi di Rosina dicendole che lui le ha mentito; lei\, pentita di essersi fidata di lui\, sta quasi per mandare a monte la fuga e sposarsi con Don Bartolo per il dispetto; ma alla fine il conte chiarisce tutto\, le rivela la sua vera identità e il motivo per cui si è presentato a lei come Lindoro; Rosina capisce e accetta di sposarlo\, e Don Bartolo deve arrendersi. \nIl Barbiere di Siviglia è un’opera in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais. Il titolo originale dell’opera era Almaviva\, o sia l’inutile precauzione. Prima di Rossini\, Giovanni Paisiello aveva messo in scena il suo Barbiere di Siviglia nel 1782 (dieci anni prima della nascita di Rossini). Con quella stessa opera\, Paisiello aveva riscosso uno dei maggiori successi della sua fortunata carriera. Il precedente successo di Paisiello (uno dei maggiori rappresentanti dell’opera napoletana) faceva sembrare inammissibile che un compositore di ventitré anni – per quanto dotato – osasse sfidarlo. Rossini in realtà non aveva nessuna responsabilità sulla scelta del soggetto. L’opera fu infatti scelta dall’impresario del Teatro Argentina di Roma\, il duca Francesco Sforza Cesarini; questi voleva commissionare a Rossini un’opera per l’imminente carnevale. A quei tempi qualsiasi rappresentazione doveva scontrarsi con le forbici della censura pontificia. Per andare sul sicuro\, l’impresario propose come soggetto “Il barbiere di Siviglia”\, che fu subito approvato dai censori pontifici. La prima rappresentazione ebbe luogo il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina a Roma e terminò fra i fischi. Il clima generale era di totale boicottaggio\, dovuto ai sostenitori della versione dell’opera di Paisiello\, favorito anche dall’improvvisa morte dell’impresario del Teatro Argentina. Già dalla seconda recita\, il pubblico acclamò l’opera di Rossini\, portandola ad oscurare la precedente versione di Paisiello e diventando una delle opere più rappresentate al mondo. \nBiglietti online
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SUMMARY:Quattro corde diaboliche
DESCRIPTION:Cast\nSimon Zhu – violino — vincitore del 57° Concorso Internazionale Paganini di Genova (2023)\nSimone Rugani – pianoforte \nProgramma\nLudwig van Beethoven (1770-1827)\nSonata in la minore n. 4\, op. 23\nPresto · Andante scherzoso\, più allegretto · Allegro molto \nNiccolò Paganini (1782-1840)\n“La campanella”\, 3° movimento dal Concerto per violino e orchestra n. 2\, op. 7 \nIntervallo \nRobert Schumann (1810-1856)\nSonata per violino e pianoforte n. 2\, op. 121\nZiemlich langsam. Lebhaft · Sehr lebhaft · Leise\, einfach · Bewegt \nMaurice Ravel (1875-1937)\nTzigane\, Rhapsodie de Concert per violino e pianoforte \nBiografie\, note e descrizioni\nIl giovane violinista Simon Zhu vanta numerosi successi in competizioni internazionali: oltre a numerosi primi premi alla competizione Jugend musiziert\, ha vinto il primo premio alla Competizione Internazionale “Georg Philipp Telemann” a Poznan\, Polonia\, nel 2016\, distinguendosi per la miglior interpretazione della Fantasia per Violino Solo di Georg Philipp Telemann. Nel 2016 ha ricevuto dalla Fondazione “Bruno Frey” di Ochsenhausen il Premio Bruno Frey Music. Nel 2017 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale per violino di Kloster Schöntal\, incluso un riconoscimento speciale per la migliore interpretazione di un pezzo virtuoso\, e il Reinhold-Würth-Förderpreis. Recenti successi in concorsi includono il primo premio alla 34ª Competizione Internazionale di Valsesia Musica (2018)\, il Primo Premio al Zhuhai Mozart Competition (2019) e il Primo Premio al 7° Concorso di Musica da Camera Bydgoszcz (2020) in duo con Adam Tomaszewski. A maggio 2021 ha vinto il secondo premio alla Menuhin Competition a Richmond\, Virginia\, così come al Mozart Prize. Nell’ottobre 2023 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale di violino “Premio Paganini” 2023 a Genova\, e il premio speciale per la migliore esecuzione di un Concerto di Paganini\, ottenendo la rara opportunità di suonare il violino “Cannone” di Giuseppe Guarnieri del Gesù (1743)\, già appartenuto a Paganini. Simon Zhu ha fatto il suo debutto alla Berliner Philharmonie nel 2015 e si è esibito nella stessa sala diverse volte come solista. È stato ospite dell’International Young Masters Violin Festival sul Lago di Costanza ed è titolare di una borsa di studio della Menuhin Festival & Academy. Ha tenuto concerti in Germania\, Inghilterra\, Francia\, Belgio\, Polonia\, Romania\, Svizzera\, Liechtenstein\, Corea e Cina\, suonando con rinomate orchestre inclusa l’Academy of St. Martin-in-the-Fields\, i Berliner Symphoniker e i Salzburg Chamber Soloists. Simon è titolare di una borsa di studio della International Academy of Music in Liechtenstein e di una della German Music Foundation dal 2016. Si è perfezionato presso la Hope Music Academy nel 2020 e presso l’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona dal 2020 al 2022\, dove ha studiato con Salvatore Accardo. Attualmente sta studiando sia con Ning Feng sia alla HMTM Munich sotto la guida di Ana Chumachenco. Negli anni 2020-2023 Simon ha suonato un pregiato violino Montagnana\, generosamente messo a disposizione dalla Compagnia Florian Leonhard. Simon suona attualmente un importante violino di Zosimo Bergonzi\, Cremona 1760 circa\, gentilmente messo a disposizione dalla Stretton Society. \nSimone Rugani\, nato a Lucca nel 1993\, ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di sei anni sotto la guida della Prof.ssa Nadia Lencioni presso la Scuola di Musica Sinfonia di Lucca\, diplomandosi all’età di 17 anni come privatista con il massimo dei voti presso l’Istituto Musicale Pareggiato “Pietro Mascagni” di Livorno. Sin da giovanissimo si è esibito da solista e in formazioni cameristiche in molte importanti stagioni in Italia e all’estero. In qualità di solista è risultato vincitore del primo premio al Concorso Pianistico Internazionale “Città di Castiglion Fiorentino” (2011)\, del primo premio assoluto al 26° Concorso Pianistico Internazionale “Città di Albenga”\, tenendo il concerto di apertura dell’edizione successiva\, e del Concorso Nazionale “Nuova Coppa Pianisti d’Italia” (4ª edizione) di Osimo. Inoltre\, nell’agosto 2012 è stato selezionato per partecipare\, come borsista\, ai corsi di perfezionamento “Aurora Chamber Music” di Trollhättan (Svezia) e si è esibito in trio con i maestri Urban Agnas e Jonas Bylund nell’ambito dei concerti serali dell’Aurora Star Music Festival. Particolarmente attivo nella musica da camera\, dal 2013 suona in duo con il violinista Daniele Sabatini\, perfezionandosi con i maestri Laura Pietrocini e Marco Fiorentini. In questa formazione è risultato vincitore di numerosi premi: secondo premio (con primo non assegnato) allo Stasys Vainiūnas International Chamber Music Competition 2018\, uno dei concorsi di musica da camera più importanti d’Europa\, secondo premio (con primo non assegnato) al concorso Cilea di Palmi (RC)\, premio speciale per la migliore esecuzione di un brano di Gottfried von Einem nell’ambito dell’ISA 2018 organizzato dall’Università MDW di Vienna\, esibendosi alla ORF Funkhaus di Vienna\, primo premio ai concorsi CIMP di Pesaro e Magliano Sabina 2018. Con la stessa formazione gli è stato assegnato più volte il premio “Campus delle Arti” e il premio “Boris Christoff” 2020 (27ª edizione). Sempre in duo\, nel dicembre 2017 ha debuttato a New York con due concerti alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University e presso l’Istituto Italiano di Cultura. Nel 2019\, sempre in duo\, è tornato a New York per un altro concerto presso la Casa Italiana e per il consolato lituano\, dove hanno eseguito\, in prima esecuzione a New York\, la sonata di Vainiūnas. Presso l’Accademia Internazionale di Imola svolge il ruolo di pianista accompagnatore della classe di violoncello dei Maestri Enrico Bronzi e Luca Magariello\, ed ha svolto lo stesso ruolo in masterclass di Paolo Taballione\, Luciano Tristaino\, Claudio Montafia\, Michele Marasco\, Alexander Chaushian. Ha inoltre partecipato a trasmissioni radiofoniche di Radio Vaticana e Rai Radio3. Ha conseguito col massimo dei voti nel 2019 il master di II livello in pianoforte presso il conservatorio di Padova sotto la guida del maestro Konstantin Bogino e\, nel 2021\, il diploma accademico di secondo livello in musica da camera con lode e Menzione ad Honorem presso il conservatorio Santa Cecilia di Roma. È attualmente iscritto al corso di Alto Perfezionamento in musica da camera dell’Accademia di Santa Cecilia\, sotto la guida del maestro Ivan Rabaglia. È laureato in matematica all’Università di Pisa con una tesi sull’upsampling di file audio ed è docente di ruolo di Musica da Camera al Conservatorio di Campobasso. \nBiglietti online
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SUMMARY:La Bella Addormentata
DESCRIPTION:Cast\nCoreografie: Fredy Franzutti\nMusiche: Pëtr Il’ič Čajkovskij\nScene: Francesco Palma \nBiografie\, note e descrizioni\nIl Balletto del Sud presenta uno dei titoli di maggior successo del suo repertorio: “La Bella Addormentata”\, su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Replicato in importanti festival e teatri sia in Italia che all’estero\, lo spettacolo\, firmato per regia e coreografia da Fredy Franzutti\, oggi uno dei coreografi più noti nel panorama nazionale\, ha raccolto ovunque entusiastici consensi di pubblico e critica per la propria ambientazione\, originale e sorprendente\, perfettamente funzionale allo svolgimento del racconto e alle musiche. Già il noto critico di danza Vittoria Ottolenghi definì l’allestimento come frutto di “un’idea geniale!”. Franzutti sposta l’azione e si ispira\, in maniera più articolata\, al racconto di Basile. Questi narra di una principessa addormentata per un incantesimo nel Mezzogiorno d’Italia. Il coreografo infatti riporta la trama del balletto nel luogo d’origine\, ovvero il Sud del nostro paese\, con la sostituzione della puntura con il fuso con il morso della tarantola salentina. La Principessa Aurora è quindi\, nell’edizione di Franzutti\, una fresca ragazza mediterranea a cui una vecchia maga predice un atroce destino. Sarà la magia della zingarella Lilla e il bacio d’amore di un principe-antropologo sulle orme della leggenda a destare la fanciulla dal suo sonno centenario. Per la leggibilità della drammaturgia\, per l’efficacia dell’ambientazione e per la viva caratterizzazione dei personaggi\, lo spettacolo ha raccolto\, sin dalle prime rappresentazioni del 2000\, la piena adesione del pubblico. L’insieme dei danzatori nella brillante realizzazione delle scene più festose e l’accurata esecuzione dei protagonisti hanno contribuito al successo dello spettacolo. \n“La Bella Addormentata è la fiaba che preferivo durante la mia infanzia\, e che tuttora considero ‘la fiaba’. Nel realizzarne una mia versione ho voluto avvicinarmi allo spirito leggero della storia\, e insieme ho fatto sì che la fiaba stessa si avvicinasse a me e al mio mondo – nel modo più diretto e concreto: cronologicamente e geograficamente. Ambiento la Bella Addormentata nel Salento e racconto\, con la storia di Aurora\, il tempo dei miei nonni\, il tempo di mia madre\, il mio tempo. Esprimo qui il particolare piacere di sapere che la produzione\, viaggiando\, rappresenta il tono mitico che\, tra gli altri\, in uno dei suoi scritti anche Marguerite Yourcenar vedeva nella mia terra\, l’Oriente dell’Italia.”\nFredy Franzutti \nIl Balletto del Sud è il più importante organismo di produzione di danza del Sud Italia\, ed è considerata la migliore compagnia\, nel panorama nazionale\, di un genere classico narrativo e di elaborazioni moderne. La compagnia è diretta dal 1995 dal coreografo italiano Fredy Franzutti\, che ha creato\, nella sua carriera\, anche spettacoli per altre realtà prestigiose\, teatri dell’opera europei e fondazioni liriche. L’organico\, stabile con continuità lavorativa\, è composto da 25 elementi\, provenienti da tutto il mondo\, alcuni in grado di alternarsi nei ruoli principali. Il Balletto del Sud ha un repertorio vario di 50 opere che spaziano dalle produzioni create da Franzutti nel suo linguaggio moderno\, alle rivisitazioni creative dei classici\, ai progetti di ricostruzione filologica. Le molteplici tournée\, in Italia e all’estero\, annoverano importanti teatri e festival per un totale di circa 100 spettacoli ogni anno. L’impegno si realizza\, sul territorio d’appartenenza\, il Salento\, attraverso progetti con cadenza annuale come: La scuola a Teatro\, Itinerario Danza e Le Stagioni di Danza. Dal 2000 è anche centro di formazione ad avviamento professionale. L’attività si arricchisce di collaborazioni con orchestre\, compositori\, musicisti e direttori\, scenografi\, costumisti\, attori\, conduttori e personaggi dello spettacolo che hanno contribuito al successo riconosciuto dalla critica e dal pubblico. \nBiglietti online
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SUMMARY:Festa Gospel — David Gulley & The Cleveland Chorale
DESCRIPTION:Cast\nDavid Gulley – direttore\nTina Farmer – soprano\nMariae Broome – soprano\nChristian Key – tenore\nTammy Burge – tenore\nBrooke Person – baritono\nJavert Haynes – tastiera \nBiografie\, note e descrizioni\nThe Cleveland Chorale. Cleveland Chorale è un ensemble vocale di prim’ordine con sede a Cleveland\, Ohio\, nato con la missione di usare il potere della musica per elevare\, ristabilire e trasformare le comunità. Sin dalla sua fondazione nel febbraio 2022 il coro si è affermato come un faro di eccellenza musicale\, diversità ed espressione artistica\, esibendosi in eventi prestigiosi e collaborando con artisti di fama internazionale. L’ensemble si impegna a creare un ambiente sereno per le persone\, diffondendo la speranza\, l’amore incondizionato e l’inclusività attraverso il linguaggio universale della musica. La sua missione è “promuovere un ambiente sereno per le persone\, donando speranza\, amore incondizionato\, rigenerazione e trasformazione”. Il Cleveland Chorale crede fermamente che la musica possa guarire\, unire e ispirare e le sue esibizioni riflettono questa filosofia. Fondendo l’arte corale con un significativo coinvolgimento comunitario\, questo coro sta ridefinendo il ruolo degli ensemble vocali nella società odierna. \nDavid Gulley è originario di Cleveland\, un affermato musicista\, modello e attore con una vasta esperienza nel campo delle arti. Si è laureato alla Cleveland School of the Arts\, dove ha affinato le sue capacità come cantante e performer. Il suo talento lo ha portato ad esibirsi per i presidenti Bill Clinton\, George W. Bush e Barack Obama\, oltre che in numerosi eventi e teatri di rilievo a livello nazionale. David ha conseguito una laurea umanistica presso l’Università di Toledo e in seguito un Master in Teologia presso l’Università di Ashland. Oltre al suo lavoro nella musica\, si è costruito una carriera di successo nella recitazione\, nella moda e nelle arti creative\, partecipando alla New York Fashion Week\, alla Los Angeles Fashion Week e a diverse produzioni cinematografiche e teatrali. Sotto la sua guida\, il Cleveland Chorale continua a crescere artisticamente\, spaziando dai grandi palchi dei concerti ad eventi di comunità più intimi. \nEsibizioni e collaborazioni principali. Cleveland Chorale ha avuto un impatto significativo nell’industria musicale con esibizioni in eventi di alto profilo e collaborazioni con artisti stimati. Tra le esibizioni principali ricordiamo NBA All-Star Weekend (2022)\, How Sweet the Sound (Runner Up\, 2022)\, Red Hands\, Tri-C Jazz Fest\, Cleveland All Star Fitness Expo (2024)\, Columbus Gospel Fest\, Classical meets Gospel with Suburban Symphony Orchestra\, Rock and Roll Hall of Fame Induction Ceremony (2024)\, Good Year Corp. Black History Month Celebration\, “7 Last Sayings” The Concert at Bedford High School Auditorium (2025)\, Family Affair: Live Recording (2025). Numerose le collaborazioni con artisti famosi tra i quali ricordiamo Donnie McClurkin\, Tye Tribbett\, Kim Burrell\, BeBe Winans\, John P. Kee\, Ricky Dillard\, Foreigner\, Kelly Clarkson\, Cleveland Orchestra. \nBiglietti online
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SUMMARY:Cantata dei Pastori
DESCRIPTION:Cast\ncon Peppe Barra e Lalla Esposito\ne con: Luca De Lorenzo\, Federica Totaro\, Massimo Masiello\, Antonio Romano\, Rosalba Santoro \nMusiche: Giorgio Mellone\nScene: Carlo De Marino\nCostumi: Annalisa Giacci\nLuci: Luigi Della Monica \nBiografie\, note e descrizioni\nNon c’è Natale nei teatri senza Peppe Barra con la sua classicissima Cantata dei Pastori. L’artista incarna il pulcinellesco Razzullo\, con Lalla Esposito nel ruolo di Sarchiapone. «Il vero lume tra le ombre» – questo il titolo originale della sacra rappresentazione data alle stampe nel 1698 dal gesuita Andrea Perrucci con lo pseudonimo di Casimiro Ruggero Ugone – fu scritto con intenti moraleggianti per contrastare i rituali popolari del Natale. Dalla metà dell’Ottocento assume il titolo attuale\, arricchendosi nel tempo di elementi della Commedia dell’Arte. La trama vede protagonista Razzullo\, scrivano napoletano inviato dall’imperatore a Betlemme per il censimento\, affiancato da Sarchiapone\, un bizzarro personaggio fisicamente deforme che pratica l’arte dell’arrangiarsi. Mentre Giuseppe e la Vergine Maria vagano in cerca di alloggio\, i due compagni si confrontano con Pastori e Diavoli\, fino all’intervento dell’arcangelo Gabriele che permetterà la nascita del Redentore. \n“Verso la fine del Settecento\, al povero Razzullo che\, senza coprotagonista\, non aveva modo di inventare lazzi e contrasti tipici della Commedia dell’Arte\, venne affiancato Sarchiapone. Questo strano personaggio è un assassino\, ladro\, gobbo\, deforme\, maligno e bugiardo; e\, al contrario dello spaventatissimo Razzullo\, non ha paura di nulla\, nemmeno dei draghi dell’Inferno”. La tradizione popolare stravolse a poco a poco il testo della Controriforma\, volgarizzandolo\, rovesciandone gli intenti educativi ed edificanti\, aggiungendo anno dopo anno canzonette e scene da farsa e commedia dell’arte. “In questa nuovissima edizione della Cantata – afferma il regista Lamberto Lambertini\, che firma anche l’adattamento insieme con Peppe Barra – mettiamo in evidenza la lingua\, la musica e la storia della città di Napoli\, un luogo unico al mondo dove è stato possibile creare\, e conservare così a lungo\, questo unicum teatrale\, dal genere indefinibile\, frutto di secoli di devozione: uno spettacolo\, allo stesso tempo\, colto e popolare\, comico e sacro\, profondo e leggero\, commovente e divertente”. \nBiglietti online
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SUMMARY:Patto Armonico in Jazz
DESCRIPTION:Cast\nFabrizio Bosso – tromba\, special guest\nPerico Sambeat – sax alto\nDado Moroni – piano\nTommaso Scannapieco – contrabbasso\nGiovanni Scasciamacchia – batteria \nBiografie\, note e descrizioni\nUna formazione di grande impatto sonoro che propone brani originali di Giovanni Scasciamacchia\, contenuti nel disco “Patto armonico”\, e celebri standard jazz e brani che hanno fatto la storia del jazz\, rivisitati con il gusto del momento. Scasciamacchia propone un concept album dal titolo “Patto Armonico”\, pubblicato dall’etichetta Abeat Records\, in cui i brani si ispirano al mondo del design\, raccogliendo una suggestione dall’amico produttore Paolo Insalata. La connessione tra jazz e design ha origine nell’America degli anni Venti e Trenta\, quando l’estetica dell’art déco e la sua associazione con il lusso e il glamour si fondevano perfettamente con il dilagare dell’onda del jazz\, tanto da far coincidere alla definizione di art déco quella di jazz style. In questo visionario progetto Scasciamacchia è affiancato da musicisti di grande caratura con cui è riuscito a creare un disinvolto interplay. \nFabrizio Bosso\, considerato il miglior trombettista jazz italiano\, imbraccia la sua prima tromba alla giovanissima età di 5 anni\, nel tentativo di imitare il padre (anch’egli trombettista). Circondato da una famiglia di amanti della musica\, inizia ad improvvisare su brani del cantautorato italiano\, come Lauzi\, Tenco\, Vanoni\, Paoli. Rimane folgorato dalla tromba di Clifford Brown e successivamente da quella di Miles Davis e Dizzy Gillespie. Ottenuto a 15 anni il diploma in tromba al conservatorio Giuseppe Verdi di Torino\, segue il Corso di Alto Perfezionamento a Saluzzo con il Maestro e Prima Tromba dell’Opéra di Parigi Pierre Thibaut e completa i suoi studi al St. Mary’s College di Washington. Nel corso della sua carriera ha avuto numerose collaborazioni con artisti quali Stefano Di Battista\, Frankie hi-nrg mc\, Claudio Baglioni\, Paolo Fresu\, Aldo Romano\, Flavio Boltro\, Mario Biondi\, Bruno Lauzi\, Sergio Cammariere\, Bob Mintzer\, Tullio De Piscopo\, Paolo di Sabatino\, Randy Brecker\, Gianni Basso\, Pietro Condorelli\, Chiara Civello\, e molti altri artisti di livello internazionale. È costante la sua presenza all’Umbria Jazz Festival di Perugia. Nel 1999 viene votato come “Miglior Nuovo Talento” jazz italiano da un referendum istituito dalla nota rivista Musica Jazz. \nIl sassofonista e compositore Perico Sambeat è uno dei principali jazzmen iberici ed una delle figure di riferimento per la nuova generazione del suo Paese\, anche per la vasta esperienza internazionale. Perico Sambeat si avvicina al sassofono da autodidatta nel 1980\, dopo alcuni anni si trasferisce a Barcellona dove conclude i suoi studi classici. Nel 1991 si trasferisce alla New School di New York\, dove suona da subito accanto a giganti come Lee Konitz\, Jimmy Cobb\, Joe Chambers. Nell’arco della sua rapida carriera ha lavorato professionalmente con Steve Lacy\, Daniel Humair\, Fred Hersch\, Bob Moses\, Louis Bellson\, Michael Brecker\, Bob Mintzer\, Maria Schneider\, Pat Metheny\, Kenny Wheeler\, e molti altri. \nDado Moroni inizia a suonare il pianoforte all’età di 4 anni da autodidatta. All’età di 17 anni\, registra il suo primo album e inizia una collaborazione con Tullio de Piscopo e Franco Ambrosetti. Negli anni ’80 Moroni si esibisce in Europa suonando in diversi festival e club\, portando avanti una lunga collaborazione con il trio del bassista di Duke Ellington\, Jimmy Woode\, al Widder Bar di Zurigo. Visto il suo grande talento musicale\, all’età di 25 anni viene invitato come unico musicista europeo a far parte della giuria del premio internazionale pianistico Thelonious Monk tenutosi a Washington nel 1987. Tra i membri della giuria vi sono i pianisti Hank Jones\, Barry Harris e Roland Hanna. Nel 1988 inizia una lunga tournée che lo porta a suonare per conto del Dipartimento di Stato Americano con il sestetto di Alvin Queen in sette paesi dell’Africa. Successivamente collabora con Clark Terry e George Roberts alla tournée mondiale organizzata dal governo svizzero. Moroni si trasferisce negli Stati Uniti nel 1991 ed entra a far parte della scena jazz di New York\, suonando nei club più prestigiosi\, tra i quali il Blue Note\, il Birdland e il Village Vanguard. Nel 1995 vince il prestigioso premio Umbria Jazz Award. In occasione dei suoi 35 anni di carriera suona con molti musicisti leggendari come Freddie Hubbard\, Clark Terry\, Zoot Sims\, Harry “Sweets” Edison\, Ray Brown\, Ron Carter\, Oscar Peterson\, Ahmad Jamal\, Hank Jones e Niels-Henning Ørsted Pedersen. \nTommaso Scannapieco nasce nel 1971 a Campagna (SA)\, in una famiglia di musicisti. Inizia da piccolo lo studio della musica. Anche lo studio del pianoforte influenzerà tutta la crescita del musicista. È attualmente intensa l’attività live svolta nei club di tutta Italia come sideman e l’attività didattica in diverse scuole private. Ha suonato e suona regolarmente con: Daniele Scannapieco\, Eddy Palermo\, Sonny Fortune\, Peggy Stern\, Roy Hargrove\, Greg Hutchinson\, Clarence Penn\, Steve Grossman. Ha suonato in molti paesi e festival internazionali come Montreux Jazz\, Rejecki Festival\, Seul Jazz\, Tokio Jazz Festival\, Umbria Jazz\, Villa Celimontana Jazz\, Casa del Jazz Roma; attualmente collabora con Mario Biondi\, col quale ha registrato l’ultimo disco “Yes You Live” in tour in tutta Europa\, con l’Hight Five Quintet nel quale è contrabbassista stabile\, e nel nuovo progetto di Gianluca Guidi (figlio di J. Dorelli). Varie sono le incisioni come sideman e co-leader con diversi artisti italiani ed internazionali\, prossimamente in uscita con un suo nuovo progetto come leader. \nGiovanni Scasciamacchia\, batterista e compositore\, nasce a Bernalda (MT) nel 1977. Ha inciso sedici dischi come band leader con oltre 120 sue composizioni. Ha collaborato e collabora con Steve Grossman\, Dado Moroni\, Perico Sambeat\, Rosario Giuliani\, Fabrizio Bosso\, i fratelli Deidda\, i fratelli Scannapieco\, Andrea Pozza\, Michele Hendricks\, Renato Chicco\, Pietro Lussu\, Emanuele Cisi\, Max Ionata\, Marco Tamburini\, Roberto Tarenzi\, Giuseppe Bassi\, Sumire Kuribayashi\, Gaetano Partipilo\, Jed Levy\, Joe Magnarelli\, Michael Rosen\, Aldo Vigorito\, Marco Panascia\, i fratelli Di Martino\, Guido Di Leone\, Scott Hamilton\, Aldo Zunino\, Paul Marinaro\, e molti altri. \nBiglietti online
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SUMMARY:Ciak... Si Suona! — Omaggio alla Musica per Cinema
DESCRIPTION:Cast\nOrchestra Internazionale della Campania\nFederica D’Antonino – soprano\nLeonardo Quadrini – direttore \nProgramma\n\nNino Rota: Il Padrino – 8½\nEnnio Morricone: C’era una volta il West – C’era una volta in America\nNicola Piovani: La vita è bella\nJohn Williams: Star Wars\nFrancis Lai: Love Story\nSamuel Barber: Platoon\nCharlie Chaplin: Luci della ribalta\nJames Horner: Braveheart – Titanic\nAlfred Newman: L’amore è una cosa meravigliosa\n\nBiografie\, note e descrizioni\nUn evento sinfonico che vuole rendere omaggio a grandi autori di musica per cinema. I ricordi di film indimenticabili diventano protagonisti dello spettacolo al pari della musica altrettanto celebre\, a tal punto da spingere lo spettatore ad immaginare un ascolto delle scene cinematografiche e una visione fantastica delle partiture musicali. Una vera immersione nella storia del cinema\, attraverso colonne sonore che hanno fatto sognare intere generazioni. \nOrchestra Internazionale della Campania. Nasce a Benevento nel 2010 con la finalità di promuovere la cultura musicale\, in particolare lirica e sinfonica. Riunisce musicisti campani delle 5 province e porta la propria musica in numerosi tour nazionali e internazionali. Ha partecipato anche ad eventi televisivi come il concerto di Pasqua su Rai 2 e ha collaborato con artisti quali Antonella Ruggiero\, Roby Facchinetti dei Pooh\, Eugenio Bennato ed Enzo Gragnaniello. \nFederica D’Antonino\, soprano lirico\, diplomata in canto lirico con 10 e lode presso il Conservatorio Statale di Musica “L. Perosi” di Campobasso\, ha studiato con il baritono Umberto Chiummo\, il basso Mario Luperi\, il basso Bruno Praticò\, il baritono Maurizio Scarfeo\, il soprano Alda Caiello e il soprano Mariella Devia; attualmente si perfeziona con il soprano Paola Leolini. A 19 anni debutta nel ruolo di Ciesca ne Gianni Schicchi di Giacomo Puccini\, organizzato dal Conservatorio L. Perosi di Campobasso. A seguire debutta il ruolo di Hänsel in Hänsel e Gretel di E. Humperdinck\, Zerlina nel Don Giovanni di W.A. Mozart\, Anaide ne Il Cappello di Paglia di Firenze di N. Rota\, Suor Genovieffa e cover di Suor Angelica nell’opera Suor Angelica di G. Puccini presso il Teatro Savoia di Campobasso. Ha poi cantato in Madama Butterfly\, Cavalleria Rusticana\, Traviata\, Tosca\, Suor Angelica\, Lucia di Lammermoor\, L’Elisir d’Amore\, Aida\, Il Trovatore. \nLeonardo Quadrini\, personaggio di spicco della scena nazionale e internazionale\, è titolare della cattedra di “Esercitazioni Orchestrali\, Laboratorio e Formazione Orchestrale” presso lo storico conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella”. Ha tenuto oltre 2800 concerti nei 5 continenti e nelle maggiori capitali\, collaborando con artisti quali Katia Ricciarelli\, Ines Salazar\, Nicola Martinucci\, Cecilia Gasdia\, Chiara Taigi\, Maria Dragoni\, Giorgio Merighi\, Gianluca Terranova\, Fiorenza Cossotto\, Oscar Ghiglia\, Lya De Barberiis\, Domenico Nordio\, Francesco Nicolosi\, Stefan Ruha\, Gabriel Croitoru. Ha studiato nei conservatori di Napoli\, Roma e Milano\, diplomandosi in Direzione d’orchestra\, Strumentazione per banda\, Musica corale e direzione di coro\, Organo e composizione organistica\, Pianoforte. È Ispettore Onorario del Ministero dei Beni Culturali per la tutela degli organi e strumenti storici. Si è esibito\, tra gli altri\, al Teatro Carlo Felice di Genova\, Teatro Massimo di Palermo\, Teatro di San Carlo di Napoli\, Gran Teatro La Fenice di Venezia\, Teatro Bellini di Catania\, Teatro Rendano di Cosenza\, Giordano di Foggia\, Politeama Greco di Lecce\, Donizetti di Bergamo. Ha partecipato a più di 40 trasmissioni televisive. \nBiglietti online
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SUMMARY:Ferite e Feritoie — Paolo Capodacqua
DESCRIPTION:Cast\nPaolo Capodacqua – voce e chitarra\nGiuseppe Morgante – piano\, sax\, chitarra\nGiacomo Lelli – flauto\nNunzio Cleofe – fisarmonica\nBeatrice Ciofani – violino\nSara Ciancone – violoncello\nGermana Rossi – violino \nBiografie\, note e descrizioni\nIl concerto di Paolo Capodacqua si identifica con la narrazione dell’avventura musicale iniziata oltre quarant’anni fa di un artista considerato “un musicista senza compromessi”. In questo concerto le canzoni si manifestano come pietre miliari di un racconto ricco di emozioni. Ferite e feritoie\, l’album che dà il titolo al recital\, è lo scrigno dal quale vengono attinti molti dei brani proposti\, un album di raffinata poesia civile\, dalle molteplici ispirazioni letterarie (da Riccarelli a Saint-Exupéry). Ferite&feritoie: un taglio nella tela inteso come punto di vista ambivalente ed empatico per tracciare una humanae historiae che\, con lucidità e commovente poesia\, ci narra dell’Olocausto e di Giovanni Falcone\, di naufraghi della vita e di passaggi esistenziali\, di aviatori\, segreti amanti e ladri improbabili\, ma anche di Julia Cortez\, la maestrina de La Higuera che parlò con il Che nei giorni della sua detenzione. Un disco percorso da invenzioni melodiche accattivanti sulle quali si innesta una lingua raffinata e colta\, degna della migliore tradizione della canzone d’autore italiana. Un album di delicata poesia cantautorale\, definito\, tra l’altro\, “Un disco emozionante in cui viene custodito il valore sacro della parola” (Raro Più); “Un album di rara intensità” (Mescalina); “Un disco sorprendente e gradevolissimo” (Il Manifesto); “Un lavoro importante\, accurato\, complesso e colto” (Musicamag.com); “Un disco raffinato […] con testi gravidi di riferimenti letterari” (L’Isola che non c’era); “Un rimedio salutare e difensivo contro tanta spazzatura pseudo-musicale” (Music Map); “Un bel disco pervaso da una passione civile che non si trasforma mai in retorica” (Giornale dello Spettacolo); “Atteso\, molto atteso. Un album intenso e pieno di poesia” (Ginger Magazine). \nPaolo Capodacqua è una delle voci più autentiche e preziose della canzone d’autore italiana\, forte di una carriera quarantennale vissuta al riparo dalle logiche di mercato. Storico chitarrista e collaboratore di Claudio Lolli per venticinque anni\, si distingue per uno stile chitarristico unico e per una spiccata sensibilità poetica e pedagogica. La sua produzione spazia con garbo dai brani per l’infanzia alla canzone d’autore di impegno civile\, fino a capolavori introspettivi come l’album Ferite e feritoie. Oggi continua a fare dell’arte uno strumento di riflessione e memoria\, combinando raffinata poetica e impegno sociale. Autore\, cantautore e musicista\, Paolo Capodacqua ha al proprio attivo centinaia di concerti in Italia e all’estero. Ha pubblicato tredici dischi e partecipato a numerose raccolte discografiche collettive. Compone musiche per il teatro ed ha curato e condotto programmi radiofonici. Numerose le collaborazioni con poeti\, scrittori e musicisti. Nel 2025 gli è stato assegnato il Premio alla Carriera “Dallo Sciamano allo Showman”. Altri riconoscimenti: Sigillo Città di Abano Terme\, Targa Storica e Nuova Canzone d’Autore di Ferrara\, Premio Civilia alla Canzone d’Autore. \nBiglietti online
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SUMMARY:Hotel Supramonte — Omaggio a Fabrizio de André
DESCRIPTION:Cast\nLuca Cionco – voce e chitarra\nChiara Dragoni – voce e flauti\nEdoardo Fabbretti – batteria\, percussioni\nGlauco Fantini – basso\, cori\nValentino Servettini – tastiere\nMichele Cannavacciolo – chitarra classica acustica\nMassimo Furietti – chitarra elettrica e acustica\nLaurence Cocchiara – violino\nFisandro Famiani – fisarmonica \nBiografie\, note e descrizioni\nGli Hotel Supramonte si distinguono nel panorama musicale per l’intensa interpretazione incentrata sulle emozioni che Fabrizio de André ha racchiuso nelle sue canzoni. Il concerto degli Hotel Supramonte è un’occasione per viaggiare insieme tra le parole e le note di “uno dei più grandi poeti del ‘900”\, un’occasione per chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare\, per ricercare nuovi significati e vivere il passato nel presente. Riconosciuti dalla Fondazione De André\, la loro missione è emozionare il pubblico interpretando senza scadere nell’imitazione. Il loro non è un semplice concerto\, ma un’esperienza da vivere. \nGli Hotel Supramonte nascono nel 2013\, su idea di Luca Cionco\, Edoardo Fabbretti e Glauco Fantini\, e si vanno progressivamente affermando come una delle formazioni più accreditate nella diffusione della musica di Fabrizio De André. La band è riconosciuta anche dalla Fondazione De André. Il gruppo inizia calcando i palchi delle province di Viterbo\, Terni\, Perugia\, Roma e Grosseto\, con la collaborazione di AR Spettacoli. Poi passa a intraprendere la strada delle esibizioni nei teatri\, luogo prediletto da De André. Nell’estate 2017\, il concerto tenuto nell’ambito di Caffeina\, quando gli Hotel Supramonte si esibiscono in piazza San Lorenzo con la partecipazione straordinaria di Neri Marcorè per oltre metà concerto\, di fronte ad una piazza gremita e silenziosa\, con oltre duemilacinquecento paganti. Seguono le performance all’Anfiteatro di Sutri nella rassegna Teatri di Pietra con il tutto esaurito\, alla Fiera del Vino a Montefiascone e in oltre cinquanta piazze: Spoleto\, Bassano Romano\, Tuscania\, Barbarano Romano\, Pitigliano\, Sorano\, Grotte di Castro\, Bolsena\, Castel Ritaldi\, Capodimonte\, Gradoli\, Latera\, etc. Il tour teatrale 2017-2018 li vede protagonisti in diversi teatri\, segnando un sold-out dietro l’altro: Montalto di Castro\, Terni\, Viterbo\, Magliano Sabina\, Roma (Tor Bella Monaca). Nel 2019 il gruppo parte nel migliore dei modi\, tutti gli eventi sono sold-out: al Mancinelli di Orvieto\, dove Pino Strabioli li ha voluti nella ricca stagione teatrale; a Tor Bella Monaca di Roma\, voluto fortemente dopo la performance dell’anno precedente; doppio sold-out al Teatro di Montopoli\, dopo aver visto assalire i botteghini e finire i biglietti in due giorni. Nel 2022 Luca Cionco (voce del gruppo) vince l’ultima puntata di Tali e Quali Show su Rai 2 con Carlo Conti\, dove tra i componenti della giuria erano presenti anche Cristiano Malgioglio\, Leonardo Pieraccioni e Caterina Caselli. Sempre nel 2022 ricevono da Francesco Pannofino il Premio De Angelis per il “Miglior talento musicale 2022”. Continuano i sold-out ovunque si presentano: Anfiteatro di Ostia Antica con Ellade Bandini; Ferento con Ellade Bandini e Michele Ascolese e nei teatri più importanti delle città di Perugia\, Spoleto\, Foligno\, Terni\, Rieti\, Civitavecchia\, Bologna\, Roma e Genova.
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SUMMARY:Hemingway — Il suono delle parole
DESCRIPTION:Cast\nGino Saladini – narratore \nMarco Guidolotti Jazz Quartet\nMarco Guidolotti – sax baritono\, soprano\, clarinetto\nFelice Tazzini – pianoforte\nFrancesco Pierotti – contrabbasso\nValerio Vantaggio – batteria \nCon videoproiezioni \nProgramma\n\nNuages – Django Reinhardt: un brano perfetto per le scene nei caffè di Montparnasse\, evoca la Parigi bohémien frequentata da Hemingway con Fitzgerald e Stein.\nLet’s Do It – Cole Porter: per raccontare la mondanità sofisticata e cinica di Fiesta.\nSpain – Chick Corea: per ricordare le scene di Pamplona in Fiesta\, trasmette l’energia\, il pericolo e la passione per la tauromachia.\nConcerto di Aranjuez – Joaquín Rodrigo: i momenti più riflessivi ambientati in Spagna durante la guerra civile (per Per chi suona la campana).\nE lucevan le stelle – Giacomo Puccini: evoca il romanticismo tragico e l’ambientazione italiana nel nord Italia durante la Grande Guerra.\nSouth of Waltz (danzón cubano tradizionale) – Paquito D’Rivera: per il periodo alla Bodeguita del Medio e all’Avana\, bevendo mojito.\nChan Chan – Buena Vista Social Club: evoca il ritmo lento\, caldo e caraibico delle lunghe giornate passate a scrivere o a pescare sulla sua barca (la Pilar).\nVerdi colline d’Africa – brano originale basato su ritmo tribale afro-americano.\nFrom Easy Street – brano originale basato su ritmo blues: Hemingway maturo\, tormentato e amante dei bar fumosi.\nAutoritratto – brano originale per i momenti di solitudine\, riflessione sui tradimenti e la nostalgia della vita passata.\n\nBiografie\, note e descrizioni\nUno spettacolo intenso e coinvolgente che fonde parole\, musica e immagini per raccontare la vita straordinaria di Ernest Hemingway. Nato da un’idea dello scrittore Gino Saladini e del sassofonista Marco Guidolotti\, lo spettacolo vede la voce narrante di Saladini guidare il pubblico attraverso le avventure\, le passioni e i luoghi che hanno segnato l’esistenza del grande scrittore\, in un racconto vivo e suggestivo. A intrecciarsi con la narrazione\, i brani musicali\, ispirati alle vicende raccontate\, eseguiti dal Marco Guidolotti Quartet creano atmosfere evocative e profonde\, accompagnando emotivamente ogni passaggio della storia. Sul fondo\, una sequenza di video ispirati alla vita di Hemingway e alle celebri trasposizioni cinematografiche dei suoi romanzi arricchisce l’esperienza\, trasformando lo spettacolo in un viaggio multisensoriale. Un omaggio originale e appassionato a uno dei più grandi protagonisti della letteratura del Novecento\, alle parole e alla musica. \nMarco Guidolotti è un noto sassofonista e clarinettista del panorama musicale italiano. Inizia lo studio del sassofono a soli 6 anni\, si diploma in clarinetto nel 1999 al Conservatorio di Musica “A. Casella” di L’Aquila con Domenico Lanzara\, successivamente si specializza in sassofono con Gianni Oddi e Sandro Deidda. Nel 2010 si laurea in Musica Jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma\, con Paolo Damiani e Danilo Rea\, con lode. Vanta collaborazioni internazionali con artisti come Ennio Morricone\, Woody Allen\, Andrea Bocelli\, David Foster\, Luis Bacalov\, solo per citarne alcuni. Collabora stabilmente con la RAI e Mediaset\, ed ha registrato più di 100 colonne sonore come solista per il cinema e la televisione italiana. Nel 2010 ha vinto il premio Massimo Urbani\, poi pubblicato un progetto intitolato “Etruschi in Jazz”\, esperienze musico-mitologiche\, edito dall’omonima etichetta discografica PIMU. Ha all’attivo un progetto dedicato a Gerry Mulligan\, ‘S Wonderful\, disco pubblicato con Tosky Records\, con il quale si è esibito in alcuni teatri del mondo\, quali Bangkok (Music Hall\, Culture Building\, Chulalongkorn University\, per il festival italiano di jazz) e Istanbul (Teatro Casa Italia\, sede dell’Istituto Italiano di Cultura). Ha partecipato come sideman in alcuni importanti dischi con Fabrizio Bosso\, Stefano di Battista\, Paolo Damiani\, Alex Britti\, Fiorella Mannoia. Nel 2018 è stato nominato “Primo Sax Baritonista” italiano dalla rivista Jazzit. È docente di Sassofono Jazz e Clarinetto Jazz presso i Conservatori Statali di Musica “O. Respighi” di Latina\, “N. Rota” di Monopoli e “G. Puccini” di La Spezia. \nBiglietti online
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LOCATION:Teatro dei Marsi\, via Cavalieri di Vittorio Veneto\, Avezzano\, AQ\, 67051\, Italy
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SUMMARY:Blues For Pino — Omaggio a Pino Daniele
DESCRIPTION:Cast\nOsvaldo Di Dio – chitarra elettrica e voce\nGigi De Rienzo – basso\nErnesto Vitolo – pianoforte\, hammond\, tastiere\nRosario Jermano – percussioni\nLele Melotti – batteria \nBiografie\, note e descrizioni\nDa un’idea del chitarrista Osvaldo Di Dio\, il progetto Blues For Pino dà nuova vita ai classici del blues di Pino Daniele\, arricchendoli con il contributo dei suoi musicisti storici e ospiti di fama mondiale. L’obiettivo della band è quello di onorare e celebrare l’eredità musicale di Pino Daniele\, mettendo in luce la sua profonda connessione con il blues\, per far conoscere al pubblico la sua capacità unica di mescolare le sonorità tradizionali del blues con il calore e la vitalità della cultura napoletana. Da Je so’ pazzo a Nun me scuccià\, passando per A me me piace ‘o blues e Yes I Know My Way\, ogni brano offre una nuova prospettiva sulla potenza e la profondità del blues di Pino Daniele. Le nuove interpretazioni\, intrise di passione e maestria musicale\, catturano l’essenza dell’originale aprendosi a nuovi orizzonti espressivi. L’album Blues For Pino\, in uscita a gennaio\, celebra la ricchezza e la versatilità del blues di Pino Daniele con l’eclettismo dei suoi storici musicisti\, che per la prima volta in più di 40 anni sono tornati in studio per registrare quegli stessi brani con un chitarrista cantante napoletano\, Osvaldo Di Dio\, che ha fatto della musica di Pino Daniele il suo faro e la sua guida alla ricerca di una sintesi di linguaggi musicali diversi\, ma sempre saldamente ancorati al blues. I concerti della band sono un viaggio emozionante attraverso le radici del blues reinterpretato in chiave contemporanea. L’energia sul palco\, l’interplay tra i musicisti e l’interazione con il pubblico creano un’atmosfera unica che celebra la vitalità e la risonanza eterna del blues di Pino Daniele. \nLa missione di Blues For Pino va oltre il mero omaggio: è un impegno a mantenere viva la fiamma del blues italiano\, portando nuove generazioni a scoprire e apprezzare l’eredità e il genio di Pino Daniele. Al centro di Blues For Pino c’è una formazione d’eccezione composta dai musicisti storici di Pino Daniele: Gigi De Rienzo al basso\, Ernesto Vitolo alle tastiere\, Rosario Jermano alle percussioni e Lele Melotti alla batteria. Un gruppo i cui componenti hanno segnato un’epoca con dischi iconici come Terra mia\, Pino Daniele\, Nero a metà\, Bella ‘mbriana\, Ferryboat\, Mascalzone latino\, Un uomo in blues\, Sotto ‘o sole\, Che Dio ti benedica e Non calpestare i fiori nel deserto\, e che tornano insieme per reinterpretare brani senza tempo come Je so’ pazzo\, Nun me scoccià\, A me me piace ‘o blues. Con Blues For Pino\, Osvaldo Di Dio firma un progetto che unisce radici e innovazione\, accompagnando la forza del blues di Pino Daniele alla vitalità di una nuova interpretazione. Un ponte tra passato e presente\, imperdibile per chi ama il leggendario cantautore partenopeo e l’arte del suono in generale\, capace di far emozionare con l’energia e la sensibilità di musicisti con la “m” maiuscola che continuano a portare la napoletaneità in giro per ogni angolo del mondo\, senza farla finire mai. \nBiglietti online
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LOCATION:Teatro dei Marsi\, via Cavalieri di Vittorio Veneto\, Avezzano\, AQ\, 67051\, Italy
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