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SUMMARY:Patto Armonico in Jazz
DESCRIPTION:Cast\nFabrizio Bosso – tromba\, special guest\nPerico Sambeat – sax alto\nDado Moroni – piano\nTommaso Scannapieco – contrabbasso\nGiovanni Scasciamacchia – batteria \nBiografie\, note e descrizioni\nUna formazione di grande impatto sonoro che propone brani originali di Giovanni Scasciamacchia\, contenuti nel disco “Patto armonico”\, e celebri standard jazz e brani che hanno fatto la storia del jazz\, rivisitati con il gusto del momento. Scasciamacchia propone un concept album dal titolo “Patto Armonico”\, pubblicato dall’etichetta Abeat Records\, in cui i brani si ispirano al mondo del design\, raccogliendo una suggestione dall’amico produttore Paolo Insalata. La connessione tra jazz e design ha origine nell’America degli anni Venti e Trenta\, quando l’estetica dell’art déco e la sua associazione con il lusso e il glamour si fondevano perfettamente con il dilagare dell’onda del jazz\, tanto da far coincidere alla definizione di art déco quella di jazz style. In questo visionario progetto Scasciamacchia è affiancato da musicisti di grande caratura con cui è riuscito a creare un disinvolto interplay. \nFabrizio Bosso\, considerato il miglior trombettista jazz italiano\, imbraccia la sua prima tromba alla giovanissima età di 5 anni\, nel tentativo di imitare il padre (anch’egli trombettista). Circondato da una famiglia di amanti della musica\, inizia ad improvvisare su brani del cantautorato italiano\, come Lauzi\, Tenco\, Vanoni\, Paoli. Rimane folgorato dalla tromba di Clifford Brown e successivamente da quella di Miles Davis e Dizzy Gillespie. Ottenuto a 15 anni il diploma in tromba al conservatorio Giuseppe Verdi di Torino\, segue il Corso di Alto Perfezionamento a Saluzzo con il Maestro e Prima Tromba dell’Opéra di Parigi Pierre Thibaut e completa i suoi studi al St. Mary’s College di Washington. Nel corso della sua carriera ha avuto numerose collaborazioni con artisti quali Stefano Di Battista\, Frankie hi-nrg mc\, Claudio Baglioni\, Paolo Fresu\, Aldo Romano\, Flavio Boltro\, Mario Biondi\, Bruno Lauzi\, Sergio Cammariere\, Bob Mintzer\, Tullio De Piscopo\, Paolo di Sabatino\, Randy Brecker\, Gianni Basso\, Pietro Condorelli\, Chiara Civello\, e molti altri artisti di livello internazionale. È costante la sua presenza all’Umbria Jazz Festival di Perugia. Nel 1999 viene votato come “Miglior Nuovo Talento” jazz italiano da un referendum istituito dalla nota rivista Musica Jazz. \nIl sassofonista e compositore Perico Sambeat è uno dei principali jazzmen iberici ed una delle figure di riferimento per la nuova generazione del suo Paese\, anche per la vasta esperienza internazionale. Perico Sambeat si avvicina al sassofono da autodidatta nel 1980\, dopo alcuni anni si trasferisce a Barcellona dove conclude i suoi studi classici. Nel 1991 si trasferisce alla New School di New York\, dove suona da subito accanto a giganti come Lee Konitz\, Jimmy Cobb\, Joe Chambers. Nell’arco della sua rapida carriera ha lavorato professionalmente con Steve Lacy\, Daniel Humair\, Fred Hersch\, Bob Moses\, Louis Bellson\, Michael Brecker\, Bob Mintzer\, Maria Schneider\, Pat Metheny\, Kenny Wheeler\, e molti altri. \nDado Moroni inizia a suonare il pianoforte all’età di 4 anni da autodidatta. All’età di 17 anni\, registra il suo primo album e inizia una collaborazione con Tullio de Piscopo e Franco Ambrosetti. Negli anni ’80 Moroni si esibisce in Europa suonando in diversi festival e club\, portando avanti una lunga collaborazione con il trio del bassista di Duke Ellington\, Jimmy Woode\, al Widder Bar di Zurigo. Visto il suo grande talento musicale\, all’età di 25 anni viene invitato come unico musicista europeo a far parte della giuria del premio internazionale pianistico Thelonious Monk tenutosi a Washington nel 1987. Tra i membri della giuria vi sono i pianisti Hank Jones\, Barry Harris e Roland Hanna. Nel 1988 inizia una lunga tournée che lo porta a suonare per conto del Dipartimento di Stato Americano con il sestetto di Alvin Queen in sette paesi dell’Africa. Successivamente collabora con Clark Terry e George Roberts alla tournée mondiale organizzata dal governo svizzero. Moroni si trasferisce negli Stati Uniti nel 1991 ed entra a far parte della scena jazz di New York\, suonando nei club più prestigiosi\, tra i quali il Blue Note\, il Birdland e il Village Vanguard. Nel 1995 vince il prestigioso premio Umbria Jazz Award. In occasione dei suoi 35 anni di carriera suona con molti musicisti leggendari come Freddie Hubbard\, Clark Terry\, Zoot Sims\, Harry “Sweets” Edison\, Ray Brown\, Ron Carter\, Oscar Peterson\, Ahmad Jamal\, Hank Jones e Niels-Henning Ørsted Pedersen. \nTommaso Scannapieco nasce nel 1971 a Campagna (SA)\, in una famiglia di musicisti. Inizia da piccolo lo studio della musica. Anche lo studio del pianoforte influenzerà tutta la crescita del musicista. È attualmente intensa l’attività live svolta nei club di tutta Italia come sideman e l’attività didattica in diverse scuole private. Ha suonato e suona regolarmente con: Daniele Scannapieco\, Eddy Palermo\, Sonny Fortune\, Peggy Stern\, Roy Hargrove\, Greg Hutchinson\, Clarence Penn\, Steve Grossman. Ha suonato in molti paesi e festival internazionali come Montreux Jazz\, Rejecki Festival\, Seul Jazz\, Tokio Jazz Festival\, Umbria Jazz\, Villa Celimontana Jazz\, Casa del Jazz Roma; attualmente collabora con Mario Biondi\, col quale ha registrato l’ultimo disco “Yes You Live” in tour in tutta Europa\, con l’Hight Five Quintet nel quale è contrabbassista stabile\, e nel nuovo progetto di Gianluca Guidi (figlio di J. Dorelli). Varie sono le incisioni come sideman e co-leader con diversi artisti italiani ed internazionali\, prossimamente in uscita con un suo nuovo progetto come leader. \nGiovanni Scasciamacchia\, batterista e compositore\, nasce a Bernalda (MT) nel 1977. Ha inciso sedici dischi come band leader con oltre 120 sue composizioni. Ha collaborato e collabora con Steve Grossman\, Dado Moroni\, Perico Sambeat\, Rosario Giuliani\, Fabrizio Bosso\, i fratelli Deidda\, i fratelli Scannapieco\, Andrea Pozza\, Michele Hendricks\, Renato Chicco\, Pietro Lussu\, Emanuele Cisi\, Max Ionata\, Marco Tamburini\, Roberto Tarenzi\, Giuseppe Bassi\, Sumire Kuribayashi\, Gaetano Partipilo\, Jed Levy\, Joe Magnarelli\, Michael Rosen\, Aldo Vigorito\, Marco Panascia\, i fratelli Di Martino\, Guido Di Leone\, Scott Hamilton\, Aldo Zunino\, Paul Marinaro\, e molti altri. \nBiglietti online
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SUMMARY:Hemingway — Il suono delle parole
DESCRIPTION:Cast\nGino Saladini – narratore \nMarco Guidolotti Jazz Quartet\nMarco Guidolotti – sax baritono\, soprano\, clarinetto\nFelice Tazzini – pianoforte\nFrancesco Pierotti – contrabbasso\nValerio Vantaggio – batteria \nCon videoproiezioni \nProgramma\n\nNuages – Django Reinhardt: un brano perfetto per le scene nei caffè di Montparnasse\, evoca la Parigi bohémien frequentata da Hemingway con Fitzgerald e Stein.\nLet’s Do It – Cole Porter: per raccontare la mondanità sofisticata e cinica di Fiesta.\nSpain – Chick Corea: per ricordare le scene di Pamplona in Fiesta\, trasmette l’energia\, il pericolo e la passione per la tauromachia.\nConcerto di Aranjuez – Joaquín Rodrigo: i momenti più riflessivi ambientati in Spagna durante la guerra civile (per Per chi suona la campana).\nE lucevan le stelle – Giacomo Puccini: evoca il romanticismo tragico e l’ambientazione italiana nel nord Italia durante la Grande Guerra.\nSouth of Waltz (danzón cubano tradizionale) – Paquito D’Rivera: per il periodo alla Bodeguita del Medio e all’Avana\, bevendo mojito.\nChan Chan – Buena Vista Social Club: evoca il ritmo lento\, caldo e caraibico delle lunghe giornate passate a scrivere o a pescare sulla sua barca (la Pilar).\nVerdi colline d’Africa – brano originale basato su ritmo tribale afro-americano.\nFrom Easy Street – brano originale basato su ritmo blues: Hemingway maturo\, tormentato e amante dei bar fumosi.\nAutoritratto – brano originale per i momenti di solitudine\, riflessione sui tradimenti e la nostalgia della vita passata.\n\nBiografie\, note e descrizioni\nUno spettacolo intenso e coinvolgente che fonde parole\, musica e immagini per raccontare la vita straordinaria di Ernest Hemingway. Nato da un’idea dello scrittore Gino Saladini e del sassofonista Marco Guidolotti\, lo spettacolo vede la voce narrante di Saladini guidare il pubblico attraverso le avventure\, le passioni e i luoghi che hanno segnato l’esistenza del grande scrittore\, in un racconto vivo e suggestivo. A intrecciarsi con la narrazione\, i brani musicali\, ispirati alle vicende raccontate\, eseguiti dal Marco Guidolotti Quartet creano atmosfere evocative e profonde\, accompagnando emotivamente ogni passaggio della storia. Sul fondo\, una sequenza di video ispirati alla vita di Hemingway e alle celebri trasposizioni cinematografiche dei suoi romanzi arricchisce l’esperienza\, trasformando lo spettacolo in un viaggio multisensoriale. Un omaggio originale e appassionato a uno dei più grandi protagonisti della letteratura del Novecento\, alle parole e alla musica. \nMarco Guidolotti è un noto sassofonista e clarinettista del panorama musicale italiano. Inizia lo studio del sassofono a soli 6 anni\, si diploma in clarinetto nel 1999 al Conservatorio di Musica “A. Casella” di L’Aquila con Domenico Lanzara\, successivamente si specializza in sassofono con Gianni Oddi e Sandro Deidda. Nel 2010 si laurea in Musica Jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma\, con Paolo Damiani e Danilo Rea\, con lode. Vanta collaborazioni internazionali con artisti come Ennio Morricone\, Woody Allen\, Andrea Bocelli\, David Foster\, Luis Bacalov\, solo per citarne alcuni. Collabora stabilmente con la RAI e Mediaset\, ed ha registrato più di 100 colonne sonore come solista per il cinema e la televisione italiana. Nel 2010 ha vinto il premio Massimo Urbani\, poi pubblicato un progetto intitolato “Etruschi in Jazz”\, esperienze musico-mitologiche\, edito dall’omonima etichetta discografica PIMU. Ha all’attivo un progetto dedicato a Gerry Mulligan\, ‘S Wonderful\, disco pubblicato con Tosky Records\, con il quale si è esibito in alcuni teatri del mondo\, quali Bangkok (Music Hall\, Culture Building\, Chulalongkorn University\, per il festival italiano di jazz) e Istanbul (Teatro Casa Italia\, sede dell’Istituto Italiano di Cultura). Ha partecipato come sideman in alcuni importanti dischi con Fabrizio Bosso\, Stefano di Battista\, Paolo Damiani\, Alex Britti\, Fiorella Mannoia. Nel 2018 è stato nominato “Primo Sax Baritonista” italiano dalla rivista Jazzit. È docente di Sassofono Jazz e Clarinetto Jazz presso i Conservatori Statali di Musica “O. Respighi” di Latina\, “N. Rota” di Monopoli e “G. Puccini” di La Spezia. \nBiglietti online
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