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SUMMARY:Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala
DESCRIPTION:Cast\nMarco Angius – direttore\nRuben Micieli – pianoforte — finalista Concorso Chopin di Varsavia 2025 \nProgramma\nWolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo\, 27 gennaio 1756 – Vienna\, 5 dicembre 1791)\nSinfonia n. 29 in la maggiore K 201\nAllegro moderato · Andante · Minuetto · Allegro con spirito \nLudwig van Beethoven (Bonn\, 16 dicembre 1770 – Vienna\, 26 marzo 1827)\nConcerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si bemolle maggiore\, op. 19\nAllegro con brio · Adagio · Rondò. Molto allegro \nIgor Stravinskij (Lomonosov\, 17 giugno 1882 – New York\, 6 aprile 1971)\nConcerto in mi bemolle maggiore “Dumbarton Oaks”\nTempo giusto · Allegretto · Con moto \nBiografie\, note e descrizioni\nSi deve risalire alla nascita della Scuola di Ballo\, nel 1813\, per trovare le prime tracce della vocazione che il Teatro alla Scala ha sempre dimostrato verso le nuove generazioni\, con la volontà di tramandare il proprio inestimabile patrimonio di conoscenze\, non solo la tradizione lirica e coreutica\, ma anche l’abilità creativa e manageriale. Dopo la creazione nel 1946 dei corsi di perfezionamento per artisti del canto e negli anni ’70 del corso per scenografi realizzatori\, l’attività formativa legata al Teatro milanese ha conosciuto uno sviluppo costante. La progressiva diversificazione delle proposte didattiche porta nel 1991\, sotto la Sovrintendenza di Carlo Fontana\, alla nascita di un dipartimento interno che\, nel 2001\, assume una veste autonoma dal Teatro\, come Fondazione. Il progetto formativo dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala accompagna giovani musicisti alla futura carriera professionale offrendo loro\, nell’arco di un biennio\, una preparazione completa sul repertorio sinfonico\, operistico e di balletto. Il programma didattico prevede lezioni individuali di strumento\, musica da camera e prove a sezioni\, tenute dalle Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala. A ciò si affianca un’intensa attività artistica\, in Italia e all’estero\, sotto la guida di alcuni fra i più autorevoli e rinomati direttori d’orchestra del mondo\, spesso in collaborazione con gli altri complessi artistici della Scuola scaligera\, dai solisti dell’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici al coro ai danzatori della Scuola di Ballo. L’orchestra ha l’opportunità di esibirsi in primis al Teatro alla Scala\, che non solo la ospita annualmente per un’opera inserita nel cartellone\, ma la chiama anche per alcune produzioni del Corpo di Ballo e per numerosi concerti. L’attuale compagine\, da sempre caratterizzata da una significativa presenza di allievi stranieri\, oggi è formata da elementi provenienti da ogni parte d’Italia e da diversi paesi\, per nove differenti nazionalità\, e rigorosamente Under30\, con un’età media di 24 anni. \nMarco Angius\, direttore d’orchestra e d’ensemble\, ha diretto Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino\, Teatro La Fenice\, Maggio Musicale Fiorentino\, Comunale di Bologna\, Slovenian Philharmonic\, Orchestre de National Lorrain\, Ensemble Intercontemporain\, London Sinfonietta\, Tokyo Philharmonic\, Orchestra del Teatro Massimo\, Orchestra Sinfonica Siciliana\, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano\, Orchestra Verdi di Milano\, Orchestra della Svizzera Italiana\, Orchestre de Lausanne\, Orchestra della Toscana\, I Pomeriggi Musicali\, Luxembourg Philharmonie\, Muziekgebouw/Bimhuis di Amsterdam. Con l’OSN Rai di Torino ha diretto in tutte le edizioni di Rai Nuova Musica dal 2006 al 2020 e condotto una tournée russa nell’ottobre 2015 oltre a un omaggio a Pierre Boulez per il suo novantesimo compleanno. Ha vinto il Premio Amadeus con Mixtim di Ivan Fedele (2007) di cui ha anche inciso tutta l’opera per violino e orchestra sempre con l’OSN Rai. Già direttore principale dell’Ensemble Giorgio Bernasconi dell’Accademia Teatro alla Scala dal 2011\, nel settembre 2015 è stato nominato direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto con cui ha diretto oltre duecento concerti\, l’integrale delle Sinfonie di Beethoven\, Schubert\, Malipiero\, le Kammermusiken di Hindemith\, Die Kunst der Fuge di Bach e una ventina di incisioni discografiche. Ha ideato e diretto alcune fortunate serie televisive su Rai5 come il ciclo Lezioni di suono\, Immortali amate (con l’integrale dei Concerti per pianoforte di Beethoven)\, fino al recente Migrazioni (2022-23). Nominato Commendatore della Repubblica da Sergio Mattarella nel 2019\, ha debuttato presso la Berliner Philharmonie Kammermusiksaal nel novembre 2021. \nRuben Micieli\, pianista\, direttore d’orchestra e compositore\, è stato vincitore del 2º premio e del premio speciale come migliore interpretazione della Sonata in Si minore di Liszt al 9th International F. Liszt Piano Competition Weimar – Bayreuth 2018 e di più di 40 concorsi nazionali e internazionali. Nel 2021\, è stato vincitore del Premio come migliore Italiano al 66° Maria Canals International Piano Competition di Barcelona. Si è esibito in sale da concerto e teatri in Europa e Asia tra i quali il Teatro La Fenice di Venezia\, Warsaw Philharmonic\, Salle Cortôt di Parigi\, Weimarhalle\, Steinway Hall di Londra\, Palau de la Musica Catalana a Barcelona\, Xiao Ke Theater di Pechino\, Recital Hall di Hong Kong\, Teatro Municipale di Piacenza\, Ruinekerk in Bergen (Olanda)\, Auditorium Paganini di Parma\, Auditorium Victor Villegas de Murcia\, Teatro Massimo Bellini di Catania\, Sala Solitär di Salisburgo etc. Ha suonato con orchestre quali la Staatskapelle Weimar Orchestra\, Orchestra Arturo Toscanini di Parma\, Orquestra Filarmonia das Beiras\, Orquesta Sinfonica de la Region de Murcia\, Filarmonica di Bacau\, Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania\, RomaTreOrchestra\, Master Orchestra. Il suo disco per Grand Piano (Naxos)\, Paraphrases de salon\, è stato pubblicato nel giugno 2025. È reduce da due tournée in Cina con il progetto Dancing on Chopin and Opera Fantasies. Espandendo le sue competenze\, come direttore d’orchestra\, Ruben Micieli ha diretto l’Orchestra Senzaspine di Bologna\, la Bazzini Consort Ensemble\, l’Orchestra RomaTre e la Catania Philarmonic. Ha partecipato al Concorso Chopin di Varsavia 2025 raggiungendo il secondo round delle fasi finali rientrando nella top 40 dei migliori pianisti al mondo. Nel 2026 debutterà alla Filarmonica di Berlino. \nBigliettti online
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SUMMARY:Claire Huangci — Lirismo\, Virtuosismo e Colore
DESCRIPTION:Cast\nClaire Huangci – pianoforte \nProgramma\nChopin: Ballade n. 1 in sol minore\, op. 23\nFanny Hensel: Das Jahr\nFebruar – Scherzo\nMai – Frühlingslied\nJuni – Serenade\nSeptember – Am Fluss\nChopin: Ballade n. 2 in fa maggiore\, op. 38\nFanny Hensel: Notturno\nFanny Hensel: Capriccio\, H 247 \nIntervallo \nChopin: Ballade n. 3 in la bemolle maggiore\, op. 47\nFlorence Price: Fantasie Nègres n. 2 in sol minore\nChopin: Ballade n. 4 in fa minore\, op. 52\nGershwin: Rhapsody in Blue \nBiografie\, note e descrizioni\nLa pianista statunitense Claire Huangci ha ottenuto fama internazionale vincendo il primo premio e il Premio Mozart al Concorso Géza Anda del 2018\, oltre a ricevere riconoscimenti in altri prestigiosi concorsi\, tra cui i concorsi Chopin in Europa e negli Stati Uniti\, il Concorso Internazionale di Musica ARD e il Gran Premio dell’Orchester Chambre de Paris Play-Direct Academy. Con le sue interpretazioni sicure e brillanti\, la sua virtuosità mozzafiato e una tavolozza sonora intelligente e ben ponderata\, affascina costantemente il pubblico. Mossa da un’irrefrenabile curiosità e da una predilezione per un repertorio insolito\, dimostra la sua versatilità con un ampio repertorio che spazia da Bach e Scarlatti al Romanticismo tedesco e russo\, fino a Bernstein\, Barber e Florence Price. \nCome solista e partner di orchestre internazionali\, Claire Huangci si è esibita in prestigiose sale da concerto come la Carnegie Hall di New York\, la Suntory Hall di Tokyo\, il Prinzregententheater di Monaco\, la Philharmonie de Paris\, la Wiener Konzerthaus e il Festspielhaus di Salisburgo. È ospite di festival rinomati\, tra cui il Festival di Lucerna\, il Festival musicale di Rheingau e il Festival pianistico della Ruhr. Huangci ha vinto il Primo Premio nell’Europäischer Chopin Klavierwettbewerb 2009 a Darmstadt e l’Orpheum Music Prize di Zurigo; il Primo Premio e il Premio Speciale al Concorso Nazionale Chopin 2010 a Miami\, Florida\, e il Secondo Premio al Concorso Internazionale di Musica ARD 2011 come sua partecipante più giovane. Huangci è stata anche finalista nel Concorso Queen Elisabeth del 2010. Nel 2018 ha vinto\, primo premio assoluto\, il Concorso Géza Anda a Zurigo. \nHuangci si è esibita come solista con orchestre quali la Philadelphia Orchestra\, l’Indianapolis Symphony\, la Stuttgart Radio Symphony Orchestra sotto la direzione di Sir Roger Norrington\, la Berlin Symphony Orchestra\, la Mozarteum Orchestra Salzburg\, la Vancouver Symphony\, la Munich Chamber Orchestra\, la China Philharmonic\, la Cannes Orchestre\, la Sinfonia di San Pietroburgo\, l’Orchestra Sinfonica Radiofonica di Mosca\, la Deutsche Streicherphilharmonie\, la Brandenburgisches Staatsorchester Frankfurt\, la Santa Fe Symphony e la Istanbul State Symphony. Si è esibita in luoghi come la Carnegie Hall\, la Tonhalle di Zurigo\, la Konzerthaus di Berlino\, il Gasteig di Monaco\, il Gewandhaus di Lipsia\, la Salle Cortot di Parigi\, la Oji Hall di Tokyo e la Symphony Hall di Osaka. Inoltre\, è artista ospite in festival come il Kissinger Sommer\, il Verbier Festival\, il Ravinia Festival\, il Łódź Rubinstein Festival\, il Menuhin Festival Gstaad\, il Mozartfest Würzburg e lo Schwetzinger Festspiele. \nBiglietti online
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SUMMARY:Il Barbiere di Siviglia
DESCRIPTION:Cast\nFigaro (baritono): Marzio Giossi\nRosina (soprano): Scilla Cristiano\nIl Conte d’Almaviva (tenore): Francesco Tuppo\nBartolo (basso comico): Leonardo Galeazzi\nBasilio (basso): Luca Gallo\nFiorello (baritono): Giacomo Contro\nBerta (soprano): Tania Bussi \nCoro dell’Opera di Parma\nOrchestra Sinfonica delle Terre Verdiane \nMaestro Concertatore e Direttore: Stefano Giaroli\nRegia e costumi: Alessandro Brachetti\nScenografie: Gabriele Sassi\nRealizzazione scene e costumi: Arte Scenica di Reggio Emilia\nOrganizzazione: Lucio Paone\nCoordinamento musicale: Antonio Braidi\nMaestro alle luci: Marco Ogliosi\nCapo squadra tecnica: Gabriele Sassi\nAssistente ai costumi: Marta Della Monica \nBiografie\, note e descrizioni\nA Siviglia il Conte d’Almaviva si invaghisce della bella Rosina\, la quale però vive praticamente prigioniera a causa del suo tutore\, Don Bartolo\, gelosissimo di lei e intenzionato a sposarla\, ma più per motivi economici che per vero affetto. Il conte\, nonostante la stretta sorveglianza di Don Bartolo\, riesce comunque a comunicare il suo amore a Rosina\, ma non le rivela subito la sua identità perché vuole che lei lo ami per ciò che è e non per il suo titolo; si presenta perciò a lei come Lindoro\, un semplice studente. Rosina corrisponde il conte\, ma non sa come eludere la sorveglianza di Don Bartolo. Fortunatamente interviene Figaro\, un astuto e simpatico barbiere\, ad aiutare i due innamorati facendo da “messaggero”; poi con i suoi consigli il conte riesce ad entrare in casa di Don Bartolo celandosi sotto la falsa identità prima di un soldato in cerca di ospitalità e poi di un istruttore di musica. Ma Don Bartolo è molto sospettoso\, e anche lui ha un aiutante\, Don Basilio\, che gli suggerisce di inventare una calunnia per screditare il conte agli occhi di Rosina. Tuttavia il conte e Rosina riusciranno con la loro scaltrezza ad organizzarsi per la fuga\, anche grazie alla complicità di Figaro\, che li aiuta distraendo Don Bartolo con la scusa di fargli la barba. Don Bartolo e Don Basilio tentano di screditare il conte agli occhi di Rosina dicendole che lui le ha mentito; lei\, pentita di essersi fidata di lui\, sta quasi per mandare a monte la fuga e sposarsi con Don Bartolo per il dispetto; ma alla fine il conte chiarisce tutto\, le rivela la sua vera identità e il motivo per cui si è presentato a lei come Lindoro; Rosina capisce e accetta di sposarlo\, e Don Bartolo deve arrendersi. \nIl Barbiere di Siviglia è un’opera in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais. Il titolo originale dell’opera era Almaviva\, o sia l’inutile precauzione. Prima di Rossini\, Giovanni Paisiello aveva messo in scena il suo Barbiere di Siviglia nel 1782 (dieci anni prima della nascita di Rossini). Con quella stessa opera\, Paisiello aveva riscosso uno dei maggiori successi della sua fortunata carriera. Il precedente successo di Paisiello (uno dei maggiori rappresentanti dell’opera napoletana) faceva sembrare inammissibile che un compositore di ventitré anni – per quanto dotato – osasse sfidarlo. Rossini in realtà non aveva nessuna responsabilità sulla scelta del soggetto. L’opera fu infatti scelta dall’impresario del Teatro Argentina di Roma\, il duca Francesco Sforza Cesarini; questi voleva commissionare a Rossini un’opera per l’imminente carnevale. A quei tempi qualsiasi rappresentazione doveva scontrarsi con le forbici della censura pontificia. Per andare sul sicuro\, l’impresario propose come soggetto “Il barbiere di Siviglia”\, che fu subito approvato dai censori pontifici. La prima rappresentazione ebbe luogo il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina a Roma e terminò fra i fischi. Il clima generale era di totale boicottaggio\, dovuto ai sostenitori della versione dell’opera di Paisiello\, favorito anche dall’improvvisa morte dell’impresario del Teatro Argentina. Già dalla seconda recita\, il pubblico acclamò l’opera di Rossini\, portandola ad oscurare la precedente versione di Paisiello e diventando una delle opere più rappresentate al mondo. \nBiglietti online
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SUMMARY:Quattro corde diaboliche
DESCRIPTION:Cast\nSimon Zhu – violino — vincitore del 57° Concorso Internazionale Paganini di Genova (2023)\nSimone Rugani – pianoforte \nProgramma\nLudwig van Beethoven (1770-1827)\nSonata in la minore n. 4\, op. 23\nPresto · Andante scherzoso\, più allegretto · Allegro molto \nNiccolò Paganini (1782-1840)\n“La campanella”\, 3° movimento dal Concerto per violino e orchestra n. 2\, op. 7 \nIntervallo \nRobert Schumann (1810-1856)\nSonata per violino e pianoforte n. 2\, op. 121\nZiemlich langsam. Lebhaft · Sehr lebhaft · Leise\, einfach · Bewegt \nMaurice Ravel (1875-1937)\nTzigane\, Rhapsodie de Concert per violino e pianoforte \nBiografie\, note e descrizioni\nIl giovane violinista Simon Zhu vanta numerosi successi in competizioni internazionali: oltre a numerosi primi premi alla competizione Jugend musiziert\, ha vinto il primo premio alla Competizione Internazionale “Georg Philipp Telemann” a Poznan\, Polonia\, nel 2016\, distinguendosi per la miglior interpretazione della Fantasia per Violino Solo di Georg Philipp Telemann. Nel 2016 ha ricevuto dalla Fondazione “Bruno Frey” di Ochsenhausen il Premio Bruno Frey Music. Nel 2017 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale per violino di Kloster Schöntal\, incluso un riconoscimento speciale per la migliore interpretazione di un pezzo virtuoso\, e il Reinhold-Würth-Förderpreis. Recenti successi in concorsi includono il primo premio alla 34ª Competizione Internazionale di Valsesia Musica (2018)\, il Primo Premio al Zhuhai Mozart Competition (2019) e il Primo Premio al 7° Concorso di Musica da Camera Bydgoszcz (2020) in duo con Adam Tomaszewski. A maggio 2021 ha vinto il secondo premio alla Menuhin Competition a Richmond\, Virginia\, così come al Mozart Prize. Nell’ottobre 2023 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale di violino “Premio Paganini” 2023 a Genova\, e il premio speciale per la migliore esecuzione di un Concerto di Paganini\, ottenendo la rara opportunità di suonare il violino “Cannone” di Giuseppe Guarnieri del Gesù (1743)\, già appartenuto a Paganini. Simon Zhu ha fatto il suo debutto alla Berliner Philharmonie nel 2015 e si è esibito nella stessa sala diverse volte come solista. È stato ospite dell’International Young Masters Violin Festival sul Lago di Costanza ed è titolare di una borsa di studio della Menuhin Festival & Academy. Ha tenuto concerti in Germania\, Inghilterra\, Francia\, Belgio\, Polonia\, Romania\, Svizzera\, Liechtenstein\, Corea e Cina\, suonando con rinomate orchestre inclusa l’Academy of St. Martin-in-the-Fields\, i Berliner Symphoniker e i Salzburg Chamber Soloists. Simon è titolare di una borsa di studio della International Academy of Music in Liechtenstein e di una della German Music Foundation dal 2016. Si è perfezionato presso la Hope Music Academy nel 2020 e presso l’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona dal 2020 al 2022\, dove ha studiato con Salvatore Accardo. Attualmente sta studiando sia con Ning Feng sia alla HMTM Munich sotto la guida di Ana Chumachenco. Negli anni 2020-2023 Simon ha suonato un pregiato violino Montagnana\, generosamente messo a disposizione dalla Compagnia Florian Leonhard. Simon suona attualmente un importante violino di Zosimo Bergonzi\, Cremona 1760 circa\, gentilmente messo a disposizione dalla Stretton Society. \nSimone Rugani\, nato a Lucca nel 1993\, ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di sei anni sotto la guida della Prof.ssa Nadia Lencioni presso la Scuola di Musica Sinfonia di Lucca\, diplomandosi all’età di 17 anni come privatista con il massimo dei voti presso l’Istituto Musicale Pareggiato “Pietro Mascagni” di Livorno. Sin da giovanissimo si è esibito da solista e in formazioni cameristiche in molte importanti stagioni in Italia e all’estero. In qualità di solista è risultato vincitore del primo premio al Concorso Pianistico Internazionale “Città di Castiglion Fiorentino” (2011)\, del primo premio assoluto al 26° Concorso Pianistico Internazionale “Città di Albenga”\, tenendo il concerto di apertura dell’edizione successiva\, e del Concorso Nazionale “Nuova Coppa Pianisti d’Italia” (4ª edizione) di Osimo. Inoltre\, nell’agosto 2012 è stato selezionato per partecipare\, come borsista\, ai corsi di perfezionamento “Aurora Chamber Music” di Trollhättan (Svezia) e si è esibito in trio con i maestri Urban Agnas e Jonas Bylund nell’ambito dei concerti serali dell’Aurora Star Music Festival. Particolarmente attivo nella musica da camera\, dal 2013 suona in duo con il violinista Daniele Sabatini\, perfezionandosi con i maestri Laura Pietrocini e Marco Fiorentini. In questa formazione è risultato vincitore di numerosi premi: secondo premio (con primo non assegnato) allo Stasys Vainiūnas International Chamber Music Competition 2018\, uno dei concorsi di musica da camera più importanti d’Europa\, secondo premio (con primo non assegnato) al concorso Cilea di Palmi (RC)\, premio speciale per la migliore esecuzione di un brano di Gottfried von Einem nell’ambito dell’ISA 2018 organizzato dall’Università MDW di Vienna\, esibendosi alla ORF Funkhaus di Vienna\, primo premio ai concorsi CIMP di Pesaro e Magliano Sabina 2018. Con la stessa formazione gli è stato assegnato più volte il premio “Campus delle Arti” e il premio “Boris Christoff” 2020 (27ª edizione). Sempre in duo\, nel dicembre 2017 ha debuttato a New York con due concerti alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University e presso l’Istituto Italiano di Cultura. Nel 2019\, sempre in duo\, è tornato a New York per un altro concerto presso la Casa Italiana e per il consolato lituano\, dove hanno eseguito\, in prima esecuzione a New York\, la sonata di Vainiūnas. Presso l’Accademia Internazionale di Imola svolge il ruolo di pianista accompagnatore della classe di violoncello dei Maestri Enrico Bronzi e Luca Magariello\, ed ha svolto lo stesso ruolo in masterclass di Paolo Taballione\, Luciano Tristaino\, Claudio Montafia\, Michele Marasco\, Alexander Chaushian. Ha inoltre partecipato a trasmissioni radiofoniche di Radio Vaticana e Rai Radio3. Ha conseguito col massimo dei voti nel 2019 il master di II livello in pianoforte presso il conservatorio di Padova sotto la guida del maestro Konstantin Bogino e\, nel 2021\, il diploma accademico di secondo livello in musica da camera con lode e Menzione ad Honorem presso il conservatorio Santa Cecilia di Roma. È attualmente iscritto al corso di Alto Perfezionamento in musica da camera dell’Accademia di Santa Cecilia\, sotto la guida del maestro Ivan Rabaglia. È laureato in matematica all’Università di Pisa con una tesi sull’upsampling di file audio ed è docente di ruolo di Musica da Camera al Conservatorio di Campobasso. \nBiglietti online
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SUMMARY:Cantata dei Pastori
DESCRIPTION:Cast\ncon Peppe Barra e Lalla Esposito\ne con: Luca De Lorenzo\, Federica Totaro\, Massimo Masiello\, Antonio Romano\, Rosalba Santoro \nMusiche: Giorgio Mellone\nScene: Carlo De Marino\nCostumi: Annalisa Giacci\nLuci: Luigi Della Monica \nBiografie\, note e descrizioni\nNon c’è Natale nei teatri senza Peppe Barra con la sua classicissima Cantata dei Pastori. L’artista incarna il pulcinellesco Razzullo\, con Lalla Esposito nel ruolo di Sarchiapone. «Il vero lume tra le ombre» – questo il titolo originale della sacra rappresentazione data alle stampe nel 1698 dal gesuita Andrea Perrucci con lo pseudonimo di Casimiro Ruggero Ugone – fu scritto con intenti moraleggianti per contrastare i rituali popolari del Natale. Dalla metà dell’Ottocento assume il titolo attuale\, arricchendosi nel tempo di elementi della Commedia dell’Arte. La trama vede protagonista Razzullo\, scrivano napoletano inviato dall’imperatore a Betlemme per il censimento\, affiancato da Sarchiapone\, un bizzarro personaggio fisicamente deforme che pratica l’arte dell’arrangiarsi. Mentre Giuseppe e la Vergine Maria vagano in cerca di alloggio\, i due compagni si confrontano con Pastori e Diavoli\, fino all’intervento dell’arcangelo Gabriele che permetterà la nascita del Redentore. \n“Verso la fine del Settecento\, al povero Razzullo che\, senza coprotagonista\, non aveva modo di inventare lazzi e contrasti tipici della Commedia dell’Arte\, venne affiancato Sarchiapone. Questo strano personaggio è un assassino\, ladro\, gobbo\, deforme\, maligno e bugiardo; e\, al contrario dello spaventatissimo Razzullo\, non ha paura di nulla\, nemmeno dei draghi dell’Inferno”. La tradizione popolare stravolse a poco a poco il testo della Controriforma\, volgarizzandolo\, rovesciandone gli intenti educativi ed edificanti\, aggiungendo anno dopo anno canzonette e scene da farsa e commedia dell’arte. “In questa nuovissima edizione della Cantata – afferma il regista Lamberto Lambertini\, che firma anche l’adattamento insieme con Peppe Barra – mettiamo in evidenza la lingua\, la musica e la storia della città di Napoli\, un luogo unico al mondo dove è stato possibile creare\, e conservare così a lungo\, questo unicum teatrale\, dal genere indefinibile\, frutto di secoli di devozione: uno spettacolo\, allo stesso tempo\, colto e popolare\, comico e sacro\, profondo e leggero\, commovente e divertente”. \nBiglietti online
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